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20 settembre 2009 ore 19:35

UTD-CITY 4-3: BATTUTI SOLO NEL FERGIE TIME!

I furbetti del quartierino: al termine dei complessivi 97 minuti del più bel derby di Manchester mai disputato, la definizione che rese celebre Stefano Ricucci si attaglia alla perfezione ai nostri acerrimi rivali di Stretford e periferie limitrofe! Quando le cose si mettono male per la sua squadra, infatti, Alex Ferguson dà fondo a tutta la sua vasta esperienza di plagiatore della categoria arbitrale. Non è un caso se i minuti di recupero concessi al suo club siano stati ribattezzati in suo onore “Fergie Time”. Che ha fatto il manager di Aberdeen quando i suoi giocatori sono stati raggiunti per la terza volta nella stessa gara dai nostri generosi e mai domi Blues, per di più al 91° da Craig Ciccio Bellamy? Semplice: è andato fuori dall'area tecnica – ma esiste davvero l'area tecnica per i padroni di casa allo swamp? - sbracciandosi come uno scaricatore di porto all'indirizzo del ref esigendo ulteriori minuti di recupero. Il motivo? Solo lui e gli assatanati fans del club più vergognosamente aiutato al mondo lo sanno, visto che il City aveva effettuato fino ad allora un solo cambio e, soprattutto, non aveva buttato via un solo pallone perdendo tempo volutamente.

Fatto sta che il derby si è giocato, su espressa richiesta del padrone di casa, fino al 97° e che i nostri avversari hanno trovato il gol della vittoria con il redivivo Owen al 96°.
Pareggio doveva essere, in virtù di un primo tempo dove avevamo giocato meglio noi e di una ripresa dove, trascinati da uno splendido Giggs e favoriti dalle ripetute esitazioni sui corner e sui numerosi palloni provenienti dalle fasce del nostro portiere Given, hanno giocato decisamente meglio loro.
E pareggio, per colpa del comportamento vergognosamente antisportivo di un uomo di sport completamente privo di fair play, non è stato: peccato! Il City di Mark Hughes, per arrampicarsi in testa alla Premier, ha comunque molto tempo davanti a sè.

UTD-MANCHESTER CITY 4-3 (1-1) Marcatori Rooney, Barry (C) Fletcher, Bellamy (C), Fletcher, Bellamy (C), Owen al 96°.

MANCHESTER CITY
Given 6: alcuni begli interventi, ma restando sempre sulla linea di porta sui loro corner ha trasmesso enorme insicurezza a tutti i suoi compagni.
Richards 6,5: lottatore nato, alterna interventi di classe a qualche sbavatura come quella che favorisce il gol lampo di Rooney.
Tourè 7: gara dopo gara dimostra di meritare la fascia di capitano, è un libero davvero coi controfiocchi!
Lescott 6: passa un pomeriggio terribile per la ritrovata vena di Berbatov ma lotta sempre e si guadagna la sufficenza.
Bridge 6,5: non si fa travolgere dalle folate offensive sulla sua corsia, è sempre ordinato.
Barry 6: segna il momentaneo 1-1 da grande opportunista, ma scompare nella ripresa travolto dal gran gioco avversario.
De Jong 6: primo tempo da 7, ripresa da 5, troppi alti e bassi condizionano la prestazione complessiva del nostro centrocampo di oggi esattamente come con l'Arsenal 8 giorni fa.
Ireland 6: nettamente meglio di sabato scorso, ruba parecchi palloni incutendo sempre timore negli avversari.
Petrov dall'82° 6,5: gioca poco ma è determinante nell'azione del 3-3 firmato da Bellamy
Wright Phillips 7: prestazione di grande sacrificio tattico, parte più arretrato del solito ma, generoso e inesauribile com'è, crea costanti pericoli alla loro difesa.
Bellamy 9: due fantastici gol, un lavoro immenso sia in avanti che dietro, provocato vilmente all'uscita dal campo dal solito sbruffoncello reagisce da par suo, cioè da uomo vero.
Tevez 7: lascia l'impronta nel derby facendo male, e molto, ai suoi ex compagni di difesa con un pressing asfissiante e distribuendo palloni mai banali. Il primo pareggio è merito suo!

Hughes 7: sta costruendo uno spogliatoio da grande club, lavorando bene soprattutto sul piano psicologico. Il City di oggi è lontano anni luce da quello, remissivo e rassegnato in partenza, che vedavamo la scorsa stagione.  Avesse messo dentro anche Zabaleta ...

UTD
Migliore in campo: Giggs, passano gli anni per tanti ma non per lui che, da solo o quasi, trascina i suoi compagni con tiri, cross, lanci millimetrici. L'assist per il gol finale per Owen? Giù il cappello per la sua classe!