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14 settembre 2009 ore 13:01 |
ADE, TESTA CALDA MA NULLA PIU'! |
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“Se andrei a giocare il match di ritorno contro l'Arsenal a Londra? Perchè no? Io non ho certo paura di nessuno di loro!” comincia così l'autodifesa di Emanuel Adebayor, una testa calda ma non certo un delinquente incallito come il collega tifoso Marianella lo ha irresponsabilmente descritto nella telecronaca su Sky, dal diluvio di critiche subite per il suo discusso comportamento nella gara vinta 4-2 sui Gunners dal nostro Manchester City sabato. “Sono un professionista serio e, se il City me lo chiederà, non vedo perché dovrei rinunciare a giocare di fronte ai miei ex tifosi!”. Sembra incurante il nostro centravanti togolese dell'indagine accurata che la Football Association sta svolgendo su almeno tre episodi che lo vedono coinvolti direttamente: una dura entrata sulla caviglia di Cesc Fabregas nel primo tempo, una tacchettata sul volto di Edwin van Persie a seguito di un'entrataccia da codice penale di quest'ultimo e l'esultanza incontrollata proprio sotto lo spicchio dei suoi ex tifosi assiepati nel Colin Bell Stand. “L'unica persona con cui mi devo scusare è lo steward preso di mira dai miei ex tifosi e costretto a farsi ricoverare in ospedale: l'incidente con van Persie? Dopo la gara nello spogliatoio sono andato per sincerarmi delle sue condizioni, ma lui ha rifiutato di ascoltarmi. Fatti suoi!”. Un giudizio sul suo atteggiamento? Ebbene, Adebayor e i Gunners si sarebbero separati consensualmente già un anno addietro. Arsène Wenger, dall'alto della sua grande autorevolezza nello spogliatoio degli Emirates, non voleva accordargli nessun adeguamento contrattuale malgrado la valanga di gol segnati dal togolese. L'Arsenal da tempo ha grossi problemi economici dovuti alla costruzione assai dispendiosa del nuovo Emirates Stadium al posto del glorioso impianto di Highbury. Wenger quindi voleva cederlo a un club spagnolo o italiano ad una cifra ben determinata, 25 ml £: non trovò un acquirente e dovette tenerselo da autentico separato in casa. L'ultima stagione a Londra, per Ade, è stata uno stillicidio di ripicche, prestazioni altalenanti, compagni che non lo servivano a dovere oppure lo boicottavano deliberatamente. Wenger deve aver accolto come una liberazione l'offerta dei famosi 25 ml £ fattagli da Mark Hughes questa estate. I grandi cannonieri, si sa, vanno a giocare dove meglio li pagano. Adebayor, rimasto a giocare in Premier, è un grande cannoniere con la memoria da elefante e quelle ripicche, provocazioni, litigi se non addirittura scazzottate in allenamento – episodi che avvengono in ogni categoria agonistica, il calcio non è come il badmingon o il ramino! - le ha volute vendicare, sbagliando, tutte nella gara di sabato scorso. Umanamente il nostro n° 25 gode di una certa simpatia. Perché? Ma lo avete guardato in faccia bene il signorino van Persie? Ha la classica spocchia del primo della classe disegnata sul volto fintamente da mammoletta! Davvero possibile resistere alla tentazione di spaccargli la faccia pensando a come deve comportarsi coi suoi compagni abitualmente, l'olandese che ha provocato Ade con un'entrataccia da rosso diretto? La corsa sfrenata sotto la curva avversaria? Un certo Gary Neville, uno che milita in un club molto vicino a casa nostra con cui dovremo incrociare i bulloni domenica prossima allo swamp, fece ben di peggio due anni fa! Ad Anfield corse sotto la celebre Kop per esultare alla sua maniera dopo un gol di O'Shea al 91° e non fu sanzionato in nessun modo, quindi ... Personalmente mi attendo una sospensione di due turni condita da una multa che gli verrà sanzionata dal nostro board. Nulla di più, ma sufficiente per maledire il suo insensato protagonismo. Quattro gol in quattro gare, un lavoro impressionante nel tenere impegnate costantemente le difese avversarie, Manu sarebbe stata la nostra polizza vita per il derby in trasferta. Pazienza, ci consoleremo con un certo Craig Bellamy! |