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23 agosto 2009 ore 10:48 |
CITY-WOLVES 1-0: GIVEN, CHE MIRACOLO! |
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Blood, sweat and tears: sangue, sudore e lacrime! Sir Winston Churchill di certo non si riferiva a una partita di calcio quando pronunciò questa famosa affermazione ma la gara di esordio casalinga del nostro amato Man City può davvero essere sintetizzata così. Trovato il gol dell’1-0 con un preciso destro dal vertice dell’area piccola del bravissimo Adebayor al 17° gli undici prescelti da Mark Hughes (una sola variazione rispetto a Blackburn, Tevez al posto di Bellamy) si sono messi inspiegabilmente a giochicchiare. Vittime della sindrome da Narciso, Ireland e compagni sembrava volessero sbranare i volenterosi e mai domi avversari di giornata. Palle gol come se piovesse, scambi di prima intenzione che andavano sempre a buon fine, ma quando arrivava il momento di tirare in porta … plùff, passaggi al volenteroso portiere della nazionale gallese Hennessey, o poco più! A cinque minuti dal termine del primo tempo il primo campanello d’allarme: Jarvis, capitano dei Wolves, si libera bene di un paio dei nostri difensori e, giunto al limite dell’area di rigore del City, esplode uno spettacolare destro ad effetto. Given, fino a quel momento praticamente disoccupato, si libra in volo e va a togliere le ragnatele all’angolo sinistro della porta sotto il North Stand: ennesimo miracolo dell’irlandese, ormai fra i primi cinque portieri al mondo! Dopo l’intervallo la prestazione dei nostri non mutava di una virgola: dilapidavamo una palla gol dietro l’altra (scandalosa quella sprecata da Ireland al 57° con Hennessey a terra in cerca di margherite e il nostro folletto che inspiegabilmente appoggiava di piatto fuori di un paio di metri). Intanto i Wolves crescevano e cominciavano ad accerchiarci nella nostra area di rigore dove, per fortuna, giganteggiavano Richards, Dunne e l’ex Arsenal Kolo Tourè. Al 68° traversa clamorosa colpita da Keogh: ringraziando gli dei del calcio, il forcing disperato degli ospiti non produceva più nulla fino al fischio finale. Lode ai valorosi e tutt’altro che dimessi ragazzi in arancione dello Staffordshire accompagnati a Manchester da circa 5mila affezionatissimi fans! Tra l'altro i vincitori della scorsa Championship avevano ieri in panchina un vicepresidente davvero speciale: il 59enne ex leader e voce solista dei gloriosi Led Zeppelin Robert Plant. In sintesi: il City ha mostrato momenti di gran calcio offensivo ma, vuoi per una condizione atletica non ancora ottimale, vuoi per un’inevitabile mancanza di affiatamento fra i nuovi e prestigiosi acquisti dell’ultimo mercato e gli altri titolari, ha sofferto le pene dell’inferno per vincere una gara tatticamente dominata dal principio alla fine. Mark Hughes dovrà lavorare duramente per renderci più competitivi avendo addosso gli sguardi di mezzo mondo: riuscirà a non perdere la bussola? MANCHESTER CITY: Given 9; Richards 7, Dunne 8, Tourè 8, Bridge 6,5; Barry 6, Ireland 5, Wright Phillips 7,5, Robinho 6,5 (83° de Jong sv); Adebayor 8, Tevez 6 (72° Bellamy 5,5). |