PHOTOGALLERY
VIDEOGALLERY

18 agosto 2009 ore 08:42 |
IL PUNTO DI PIERANDREA CASTO |
|
|
|
Ewood Park è uno stadio che negli scorsi anni ha evocato il più delle volte spiacevoli ricordi per i colori blu celeste del City, uno su tutti la sconfitta in FA Cup della truppa di Eriksson soltanto due anni fa. Ma nell'arco degli ultimi dieci anni questo stadio ha avuto il pregio di ospitare due eventi fondamentali per la storia dei citizens. Il primo il 7 maggio del 2000 quando il Manchester City, allora guidato da Joe Royle, imponendosi per 4 a 1 contro il Blackburn ritornò nell'olimpo del calcio inglese dopo essere sprofondato negli abissi della terza serie nazionale. Il secondo evento è quello dell'altro giorno, quando ha avuto il suo battesimo di fuoco il City ipertalentuoso dei vari Tevez, Robinho e Adebayor. Due momenti decisivi per questo club, due successi simili, sudati e per questo ancora più belli. Il City dei tanti campioni ancora non è una macchina rodata e con i giusti automatismi, ma sicuramente inizia a far paura. Hughes ha schierato a sorpresa una squadra votata all'attacco, schierando da subito ben 4 uomini totalmente offensivi, in un 4-2-4 che ha avuto degli effetti positivi con la rete immediata di Adebayor. Un messaggio minaccioso a tutte le altri big del torneo, che pensano solo ad accusare il City di doping finanziario. Nessun si rende conto che anche il City ha una sua storia importante come il Chelsea e le altre aspiranti al titolo, e se non si provvederà al più presto ad imporre un salarity cap agli ingaggi, allora ben venga chi vuole investire nelle gloriose società inglesi per rendere più incerto ed avvincente un campionato che invece sarebbe appannaggio solo delle "big 4" Tornando alla gara dell'Ewood Park, è innegabile come la vittoria dei citizens non sia stata una passeggiata, perché il Blackburn si è dimostrata una formazione di categoria, ben messa in campo e pericolosa sulle palle ferme. Ed inoltre il City ha messo in evidenza per molti tratti di gare diversi nei: soprattutto delle lacune a centrocampo, oltre che in difesa, che dovranno essere riempite. Con il 4-2-4 Hughes ha sacrificato Ireland in un ruolo di copertura, quando l'irlandese è uno dei pochi in squadra con l'intelligenza tattica per capire quando incunearsi senza palla nel cuore delle difese avversarie. Inoltre il gioco si caratterizza di molti palloni "buttati" verso le punte e con tanti movimenti in orizzontale degli uomini senza palla, ma senza la ricerca di sovrapposizioni. E' evidente la mancanza di un regista che distribuisca le giocate e crei quei cambi di gioco indispensabili per sfruttare le qualità dell'attacco. Questo ruolo non può essere ricoperto da Barry, che è sicuramente uno dei migliori acquisti estivi del City (sabato è stato a mio avviso il migliore in campo) e potrà aver gli stessi onori riservati a Lampard e a Gerrard, ma non può impostare lui il gioco. Un altro neo è sicuramente il ruolo ricoperto da Robinho, che schierato sull'ala sinistra, crea gravi problemi in fase di copertura e, se non è in un giornata di grazia, procura pochi grattacapi agli avversari. Una volta uscito il brasiliano, la squadra è risultata più quadrata ed anche più pericolosa in fase di ripartenza. La vittoria è stata frutto invece del lavoro instancabile proprio di Barry a centrocampo, di Bellamy in fase di pressing e di un sontuoso Touré in difesa. Una vittora figlia del lavoro e della fatica, quasi a voler rimarcare il motivo per cui il City quest'anno idossa una maglia nera con inserti gialli come seconda divisa: in onore della classe operaia di Manchester che ha prodotto la ricchezza della zona. Il City è anche questo, non solo quello dei milioni arabi! |