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16 agosto 2009 ore 00:08 |
BLACKBURN ROVERS-CITY 0-2: SI RESPIRA ARIA NUOVA! |
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Due lampi di classe allo stato puro, inframezzati da una battaglia durissima, sotto il sole nel primo tempo e sotto una pioggia battente nella ripresa, sono bastati al nostro caro City, oggi con la nuova stupenda divisa nera bordata d'oro, per avere la meglio sull'avversario forse più coriaceo di tutta la Premier. A Blackburn, 30 km a nord di Manchester sulla strada per il Galles, più di settemila Citizens hanno esultato subito al 3° minuto quando Manu Adebayor, in dubbio fino all'ultimo per un colpo preso con la sua nazionale del Togo a metà settimana, arpionava una palla vagante appena dietro la linea di centrocampo. Chi aveva creduto a una sua crisi irreversibile ricordando la sua ultima annata incolore all'Arsenal si dev'essere stropicciato gli occhi: apertura millimetrica sulla destra per Wright Phillips che scatta assatanato verso la linea di fondo, poi retrocede e serve al bacio la freccia con la maglia nera n° 25. Tiro di destro al volo a mezz'altezza e nulla da fare per il povero Robinson: Ade si è sbloccato, primo stupendo gol di una lunghissima serie con la nuova maglia skyblue! Seguono ottanta minuti di grande agonismo da una parte e dall'altra. Allardyce, si sa, non è certo un fine dicitore nelle sue scelte tattiche. L'uso ossessivo delle palle lunghissime, col portiere vero e proprio assistman, lo stopperone congolese Christopher Samba centravanti-boa e il norvegese Gamst Pedersen che mulina le braccia come un ossesso appena c'è una rimessa in gioco dalle fasce laterali: il gioco dei Rovers è questo, e null'altro! Tourè, meraviglioso libero d'altri tempi, e Barry, magnifico centromediano metodista capace di spezzare azioni avversarie e di suggerire aperture geniali ai suoi lati: ecco due grandi acquisti, mai avuto giocatori così forti in tutta la nostra lunga storia in questi due ruoli! Given si deve esibire alla mezz'ora in una paratona d'istinto su colpo di testa del gigante Samba, ma il primo tempo si chiude con Robinho che bombarda di destro dalla grande distanza Robinson. City in affanno? Solo nel primo tempo, perché la ripresa i giocatori, spronati da Hughes negli spogliatoi e incitati dalla Blue Army, dal Kippax e dalle migliaia di Mancunians piovuti a Ewood Park da ogni dove, replicano colpo su colpo ai biancoblù locali. Sulle fasce laterali Richards e Bridge non sbagliano un colpo, supportati alla grande da Shaunie e da un Robinho a tratti poco brillante, ma generoso cursore come mai lo avevammo visto la scorsa stagione. Al 65° Hughes lo toglie per far entrare Carlitos Tevez: unico cambio effettuato, ma prezioso perché l'argentino dimostra subito carattere e senso della posizione. Craig Bellamy, poi, sembra la versione british dell'italianissimo Superpippo Inzaghi: gioca cioè sempre al limite del fuorigioco all'inizio, poi suona la carica a tutti inventandosi generose scorribande sulla destra che seminano il panico fra i Rovers troppo sbilanciati alla ricerca del pareggio. Manca all'appello Ireland? In effetti non pare a suo agio a fare coppia con Barry ma si sa, Stephen è soprannominato Superman e, al primo dei tre minuti di recupero, s'inventa un gol semplicemente pazzesco. Entra in area e, a tu per tu con Robinson e con Tevez e Ade liberissimi al suo fianco, sembra impapinarsi pur sbilanciando il portiere. Movenze da lottatore di Kung Fu, l'uomo di Cork si coordina in un nanosecondo e scarica nell'angolino di sinistra una palletta beffarda che muore nella rete della porta sotto la curva Mancuniana in estasi. Finisce 2-0 e, ripensando alle difficoltà viste la scorsa stagione, amici Citizens, da oggi si respira aria nuova: non sianmo più undici nomi che vanno in campo, stiamo diventando una squadra, per di più forte. Chissà quanto? BLACKBURN ROVERS – MANCHESTER CITY 0-2 (0-1) Adebayor 3°, Ireland 91° CITY: (4-4-2) Given 8; Richards 7, Dunne 7, Tourè 8, Bridge 7; Wright Phillips 7, Barry 8, Ireland 7, Robinho 6 (dal 65° Tevez 6); Adebayor 8, Bellamy 7 (Manager Hughes 8) |