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08 febbraio 2010 ore 16:48 |
ALFIE HAALAND: EROE NON PER CASO! |
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Dopo la triste beffa subita pochi giorni fa nella semifinale di Carling Cup, mi sono gettato nel web a cercare vendetta; più precisamente sono andato su Youtube a cercare immagini di repertorio su qualche gloriosa vittoria del City. Mi sono però imbattuto in una gara della stagione 2000/2001, guarda il caso un derby tra noi skyblues e gli odiati cugini americani dello Utd. Quella stagione, giova ricordarlo, fu quella del ritorno del City in Premier League dopo 4 lunghissimi anni passati tra campi di periferia come Walsall in Second Division e Port Vale in First Division. La squadra era guidata in panchina dall’artefice del Double Up Joe Royle e ovviamente l’obiettivo non poteva che essere la permanenza nel massimo livello del campionato inglese. Dall’altra parte i rags, che nella stagione 1998/1999 avevano vinto tutto e la stagione successiva si erano confermati campioni d’ Inghilterra, miravano al tris. La classifica prese subito una piega sbagliata con lo Utd a giocarsi il titolo con Arsenal, Liverpool, Leeds United e le due sorprese Sunderland e Ipswich Town. Questi ultimi erano neopromossi come noi citizens che invece faticavamo ad uscire dalle ultime 3 posizioni della classifica sin dalle prime giornate trovandoci a lottare per la salvezza contro Leicester City, Southampton, Coventry City e la squadra prediletta da Elton John: i gialloneri del Watford. Si arriva così al derby dell’ Old Trafford con entrambe le squadre che per motivi diversi necessitano di fare punteggio pieno. Sarebbe un derby come tanti, ma questo derby passa alla storia. Passa alla storia per colpa di un gesto assassino ovviamente di un giocatore degli odiati rags! Un gesto dovuto alla consapevolezza di essere dalla parte del torto e di aver sbagliato, ma di poterla far franca grazie ai soliti amici della carta stampata e ai vistosi appoggi nella Football Association. L’antefatto ci porta indietro di 3 anni; lo Utd affronta in una sfida che può valere il titolo i rivali del Leeds United. Negli Yorkshire Whites gioca un arcigno difensore norvegese dal nome di Alfie Haaland, classifico giocatore nordico molto fisico con un po’ di carenza tecnica. I Red Devils attaccano e su un lancio lungo Roy Keane si lancia all’ inseguimento del pallone entrando con una pericolosa scivolata in tackle; Haaland è però superiore e lo anticipa mentre Keane consapevole di essere entrato malamente e di rischiare l’espulsione rimane a terra simulando un infortunio. L’arbitro impietosito tira fuori solo un cartellino giallo, mentre a fine gara la scaramuccia Keane-Haaland continua con il biondo che accusa l’irlandese di simulazione. Quando il City è promosso in Premier League, Haaland sposa la causa degli skyblues abbandonando il Leeds negli ultimi anni di gloria e andando a lottare per la salvezza. Ebbene nel giorno del derby si ripete il fatto successo 3 anni prima ma il finale è molto diverso. Il nostro numero 15 riesce ad arrivare ancora per primo sul pallone, ma Keane entra in modo criminale con il piede a martello sul ginocchio di Haaland che subisce una torsione innaturale. Haaland rimane a terra mentre Keane prova a scappare via per evitare il rosso. L’arbitro non si lascia sfuggire l’irlandese e lo caccia fuori tra le incredibili proteste dei compagni di squadra e dell’odioso pubblico dello Swamp. Il povero Haaland viene portato fuori dal campo e soccorso prima dal nostro staff poi addirittura all’ospedale di Manchester. Keane viene multato pesantemente dalla FA oltre che essere squalificato per le consuete 3 giornate. Nel frattempo Haaland prova a tornare sui campi di gioco per dare il suo contributo al City ma il dolore al ginocchio è troppo forte ed il norvegese è costretto al ritiro. Nella sua autobiografia rilasciata poco tempo dopo il fattaccio dell’Old Trafford, Keane ammetterà che il fallo era volontario in quanto cercava vendetta per le parole di Haaland e di non essersi affatto pentito di quello che aveva fatto. La FA multerà nuovamente l’attuale manager dell’ Ipswich Town (che ad inizio stagione era una tra le candidate alla promozione e che ora invece naviga nelle parti basse del Championship, a dimostrazione che sia da giocatore che da allenatore Roy Keane rimane poco più di un avanzo di galera) e lo squalificherà per 5 giornate. Il destino per quella stagione premierà lo Utd ancora campione mentre il nostro City, privato di uno dei suoi migliori difensori, chiuderà il campionato retrocedendo con il diciottesimo posto e con la penultima difesa del campionato. Se in campo lo Utd ebbe la meglio, nella vita, come sempre è il City ad avere la faccia pulita. Alfie Haaland è ora tornato in Norvegia dove si occupa di insegnare calcio ai giovani del suo paese sperando che questi giocatori possano riuscire ad emularlo e giocare un mondiale (lui disputò la rassegna americana del 1994). Haaland viene ricordato dai tifosi del City of Manchester con il classico coro ultimamente riadattato anche per Carlos Tevez ovvero “Alfie Haaland is a blue, is a blue, is a blue, Alfie Haaland is a blue, he hates Man Utd”. Se nella storia del calcio Keane verrà ricordato per aver vinto tanto con la maglia dei Rags e Haaland sarà dimenticato, noi blues sappiamo bene chi tra i due sia il giocatore migliore. Per questo uno dei tanti preferiti sugli spalti a Maine Road prima, al COMS desso è questo qua: "ALFIE HAALAND IS A BLUE, IS A BLUE IS A BLUE! ALFIE HAALAND IS A BLUE AND HE HATES MAN UTD!" M A R C O S T A C C H I O T T I |