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28 dicembre 2009 ore 19:04 |
MANCINI: GARANZIA DI SUCCESSO |
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Mattia Todisco è un abile collega di Milano, profondo conoscitore delle vicende nerazzurre e abile cronista che segue abitualmente l'Inter per l'agenzia Estenews e il quotidiano "Cronaca Qui". In questa amabile chiacchierata aiuta a far capire la figura del Mancini allenatore, dai più sconosciuta in Inghilterra. "Del Mancini allenatore dell'Inter mi ricordo la lunga serie di pareggi consecutivi alla sua prima stagione - attacca Todisco - credo dieci o undici consecutivi. Di quell'Inter era ben chiara la difficoltà della fase difensiva e l'assenza di un'impostazione di gioco che nemmeno Zaccheroni era riuscito a darle. Mancini è riuscito nell'intento grazie ad una fisionomia ben precisa, partendo dal classico 4-4-2 per arrivare al redditizio rombo a centrocampo, schieramente tattico che ha trovato la sua massima ispirazione nella serata di Supercoppa, la partita vinta con la Roma 4-3 dopo essere stato sotto 0-3. Modulo che è rimasto invariato e che Mourinho ha cercato di cambiare, senza successo, con un 4-3-3 ". Le difficoltà difensive della sua prima Inter sono riconducibili a quelle del City della prima parte di Premier: "In quella stagione tanti i gol presi su situazione di calci piazzati e palle inattive, un pò come il City nello scorcio iniziale - analizza Todisco - Mancini saprà dare la giusta organizzazione, come si è visto in occasione della partita vinta con lo Stoke all'esordio". Il tecnico jesino si avvale di uno staff discretamente numeroso e storico e le doppie sedute di allenamento nei primi giorni della sua avventura a Manchester non possono costituire una discriminante, sempre secondo Mattia. "Ha voluto conoscere a fondo il gruppo - sostiene Todisco - per questo ha fissato doppie sedute in vista dell'esordio nel boxing day e i successivi impegni ravvicinati". Sul rapporto con il gruppo, i giocatori e i presunti dissidenti, che hanno preso male l'esonero di Hughes (Bellamy su tutti), Mattia ha le idee chiare: "Mancini ha lasciato ottimi ricordi nei suo ex giocatori, non a caso uno come Ibrahimovic, da sempre avaro di complimenti, ha speso parole importanti nei suo confronti, così come Cordoba che ha espresso il suo gradimento per un eventuale trasferimento al City. Credo che il difensore colombiano, nel rapporto qualità prezzo, è un obiettivo mentre escludo categoricamente che Mancini possa chiedere Balotelli a Moratti. Balotelli è un suo allievo, lo ha lanciato nell'anno del suo ultimo scudetto con l'Inter, valorizzandolo. Mancini punta molto sui giocatori cardine, su quelli funzionali al suo progetto e al suo modo di fare calcio." Ti riferisci anche a Robinho, vero? "Sì! Non a caso ha subito fatto il nome di Robinho in conferenza stampa di presentazione, ritenendo il brasiliano un elemento importante per il City. Penso che anche Given e Tourè siano giocatori sui quali punterà forte, mentre penso che al Mancio piaccia particolarmente Petrov, un centrocampista duttile, che sa ricoprire diverse posizioni e che risulta un jolly affidabile, così come lo era Stankovic nell'Inter. Anche a Bellamy, pur se legato al suo predecessore, sono sicuro che il Mancio ritaglierà il giusto spazio". Mattia, in chiusura, invita gli amici inglesi ad ad avere fiducia nel neo manager: "Credo che la qualificazione alla prossima Champions sia un obiettivo fattibile. La Premier è molto equilibrata, le grandi stano riscontrando qualche difficoltà, forse il City dovrà fare la corsa sul Tottenham per il quarto posto". |