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19 dicembre 2009 ore 09:35

MARC VIVIEN FOE, IL LEONE SFORTUNATO

A Torino, sponda granata, il numero 12 non viene più assegnato perché rappresenta i tifosi, dodicesimo uomo in campo della seconda squadra della città. A Milanello è stato ritirato il numero 6 in onore del più grande capitano della storia del club rossonero, Franco Baresi. Anche l’ unico club di Manchester non assegna ormai da anni un numero di maglia: il numero 23. Questo numero non è dedicato a noi tifosi, non è stato quello di un grande giocatore come Bell, Summerbee, Book o Lee e non è dedicato nemmeno al grandissimo manager Mercer. Il nostro numero 23 non ha scritto la storia del Manchester City, ma ha lasciato di sé un ricordo indelebile. Per chi non lo avesse ancora capito sto parlando di Marc Vivien Foè, centrocampista avanzato camerunense che con la maglia dei nostri amati blues ha disputato una sola stagione, la sua ultima nel 2002/2003. Foè crebbe calcisticamente nell’ Union Garoua, quindi passò al Canon, squadra molto importante in Camerun, esordì in nazionale nel 1993 a soli 18 anni, nel 1994 partecipò ai mondiali statunitensi e passò solo diciannovenne al Lens in Francia dove vinse una Ligue 1 nel 1998. La bravura di Marc non passò inosservata ed a lui si interessò Alex “Baconface” Ferguson che fece un’ offerta ai giallorossi per portare Foè allo United, ma la frattura di una gamba (che tra l’ altro gli fece perdere i mondiali in Francia) fece sì che Ferguson prematuramente ritirasse l’ offerta. Fu allora il West Ham United ad assicurarsi i suoi servigi per ben 4.2 milioni di sterline. Tornò in Francia all’ Olympique Lyonnais dove contribuì a creare il gruppo che avrebbe vinto il primo di sette allori nazionali consecutivi. Dopo il mondiale 2002 in Corea del Sud e Giappone, il nostro City prese in prestito dai biancorossoblu il giocatore, pagando per il prestito 550 mila sterline. Foè disputò 38 gare col City neopromosso in Premier League guidato da Kevin Keegan, debuttando nel brutto KO contro il Leeds United (0-3). Le sue prestazioni migliorarono via via con il tempo e Marc realizzò il suo primo gol con la nostra maglia contro il Sunderland, quindi fece sfracelli a Gennaio, quando realizzò ben 5 reti. Foè giunge a quota 9 alla fine del campionato realizzando una doppietta contro il Sunderland in Aprile, gol che furono gli ultimi realizzati dagli skyblues a Maine Road. Foè contribuì così alla salvezza del City che dopo anni di yo-yo nelle prime tre divisioni inglesi si stabilizzò finalmente. Una nuova avventura aspetta allora Marc: la FIFA Confederations Cup 2003 in Francia dove il Camerun partecipa dopo aver vinto la Coppa d’ Africa per nazioni del 2002 (storico bis dopo il successo del 2000). Dopo aver passato il girone di qualificazione comprendente i campioni del mondo del Brasile, la Turchia e gli Stati Uniti, i leoni indomabili capitanati da Eto’o e Mboma si trasferirono a Lione per giocare la semifinale contro la Colombia. Il sogno di Foè di giocare una finale di una grande competizione mondiale (in finale il Camerun perse contro la Francia) si spezza però sul più bello: nello stadio che lo ha visto protagonista per 2 stagioni Marc perde tragicamente la vita; a quindici minuti dalla fine Foè si accascia al suolo al centro del campo. Subito arrivano i soccorsi, ma tutti i tentativi tra cui una respirazione bocca a bocca e una tracheotomia risultarono vani. Dopo varie autopsie si svelò che la morte di Marc era derivata da un attacco di cuore. Maine Road diventò un campo di fiori, mentre al City of Manchester tutt’ora è presente un ricordo di lui nel museo. Vi è inoltre una targa che recita “Marc Vivien Foè 1975-2003”. A Lens, una via adiacente al Felix Bolleart è stata intitolata alla sua memoria, mentre seguendo il nostro esempio anche l’ Olympique Lyonnais ritirò il numero 17 che il camerunense indossava nella sua seconda esperienza francese. Il ritiro del numero 17 a Lione però si interrumpe nel 2008 quando Jean Makoun, camerunense, venne acquistato dal club e decise di indossare il numero per ricordare Marc. La sua morte è servita a sensibilizzare il mondo del calcio su un più accurato controllo medico dei calciatori e a far installare in molti campi anche in quelli dilettantistici come nella mia Jesi di defibrillatori salvavita per fare si che queste tragedie non si ripetano (anche se le analoghe tragedie di Puerta del Sevilla e di Jarque dell’ Espanyol nelle ultime 2 stagioni hanno riproposto seriamente il problema). Il suo ricordo è vissuto quest’ anno durante la cerimonia di apertura della Confederations Cup dove Marc è stato ricordato. Marc Vivien Foè un uomo prima che un calciatore, ovunque andò lasciò il segnò con la sua simpatia e con la sua umanità come confermano tutti i tributi a lui dedicati. Una persona che purtroppo troppo presto ci ha abbandonati. Aveva solo 28 anni. Noi tutti di Italian Blue Moon non possiamo fare altro che pregare per la tua anima...

CIAO MARC, GRAZIE PER TUTTE LE EMOZIONI CHE CI HAI REGALATO!
 
MARCO STACCHIOTTI