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12 dicembre 2009 ore 19:34 |
BOLTON-CITY 3-3: QUE VIVA CARLITOS! |
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Non una partita, ma una battaglia! Tre reti per parte, col Bolton tre volte in vantaggio ed il City, indomito, pronto a replicare con tre meravigliose reti di Tevez, Richards e ancora Tevez. Difese un po' allegre? Sì, ma anche grinta e voglia di giocarsela a viso aperto: il bello della Premier è proprio questo, non si dà nulla per scontato in nessuna gara, figuriamoci se è un derby della Greater Manchester! Stavolta a condizionare il risultato finale è stato l'ineffabile ref Mark Clattenberg, rimasto un anno fermo per reati finanziari mai del tutto chiariti con le autorità competenti. Il ref è stato oggi autore di un paio di errori/orrori clamorosi ai nostri danni. All'11° convalidava incredibilmente il gol dell'1-0 di Klasnic in chiaro offside. Poi al 64° cacciava il povero Bellamy, reo di aver protestato per un cartellino giallo dovuto a una simulazione inventata di sana pianta: le immagini di Sky dimostrano che c'era invece un netto fallo del difensore dei Trotters ai danni del piccolo e battagliero gallese Si era quasi a metà ripresa, il fallo era avvenuto al limite dell'area del Bolton e in quel momento in campo c'era una sola squadra a giocare a calcio: noi! Klasnic oggi sembrava Gerd Muller dei tempi d'oro e Lescott, come un pivello alle prime armi, gli ha lasciato troppo spazio! Ma Ireland, subentrato all'infortunato Wright Phillips dopo nemmeno 18 minuti, suonava la carica. Possesso palla insistito, metà campo avversaria occupata con sapiente maestria e cominciano a fioccare le azioni da gol. All'intervallo era 2-2, dopo il primo stupendo gol di Tevez loro avevano pescato il jolly col difensore centrale Cahill che pareva Bobone Vieri nel far secco Given con un sinistro a giro sensazionale, proprio nel nostro momento migliore! Ma ci pensava Micah a realizzare il 2-2 su superbo assist di Bellamy al 44°: ragazzi, che tensione! Fieri di esserci i meravigliosi Citizens oggi assiepati nella curva alle spalle del portiere locale Jaskalaainen hanno letteralmente spinto la squadra fino al 3-3 finale. Inutile il forcing commovente dei nostri ragazzi, pur con la spada di Damocle dei contropiedi insidiosi che, undici contro dieci, i bianchi di Merson erano pronti a scatenare in qualunque momento. Tevez, il piccolo grande argentino, ha consolidato oggi la sua fama di grandissimo attaccante moderno: controllo di palla sopraffino, enorme mole di lavoro al servizio della squadra e, quel che più conta, due gol di una bellezza incomparabile. Torniamo a casa consapevoli di aver riconquistato quel carattere che pareva smarrito, ad esempio, in occasione degli ultimi due incontri casalinghi contro Burnley e Hull. D'ora in poi si giocherà praticamente sempre ogni tre giorni: questo è vero calcio, mica quello dei nostri damerini strapagati di Serie A che riposano, chissà perché, durante le feste natalizie! Mercoledì prossimo, alle 21 ora italiana, andiamo a Londra: a White Hart Lane ci attende il Tottenham, nostro diretto concorrente per un posto nelle Top Four e appena sconfitto in casa dal modesto Wolverhampton. Nessuna paura degli Spurs! Il carattere messo in mostra stasera ci fa ben sperare, siamo tornati ad essere un gruppo coeso e giochiamo per lunghi tratti un calcio sfavillante: se solo Ade si ricordasse i tanti gol segnati con la maglia dei Gunners durante i tanti derby dell'East End londimese ... |