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Settimo pareggio consecutivo e record che nel massimo campionato inglese apparteneva fino a ieri al Norwich e al Southampton eguagliato: un ben triste primato, davvero non ce lo aspettavamo dal nostro amato City! Undici mesi fa, pur con evidenti limiti in attacco, avevamo demolito il modesto Hull di Phil Brown: al punto che, nell'intervallo fra i due tempi, il battagliero mister del piccolo club dello Yorkshire aveva tenuto a rapporto i suoi giocatori proprio sotto il South Stand, senza nemmeno rientrare negli spogliatoi del COMS. Ieri il rientro dal primo minuto di Robinho, in un 4-3-3 dove Barry per la prima volta è stato messo da parte dopo le ultime prove poco convincenti, faceva sperare in una goleada. E invece ... 45 minuti di possesso palla con pochi sbocchi offensivi, ritmo da amichevole d'inizio stagione con giocatori o imballati o semplciemente fuori condizione e, al termine, c'è voluta un'invenzione del generoso Shaun Wright Phillips per andare in vantaggio contro avversari finora bucati a ripetizione da tutti i club della Premier. Nella ripresa si riparte con un salvataggio alla disperata di Lescott sulla linea. Doveva funzionare da campanello d'allarme per i nostri ragazzi ma Mark Hughes, impotente, assisteva all'imbarazzante non gioco dei suoi, incapace di scuoterli dal torpore. Adebayor, lo si era visto dalle prime battute, non stava bene ma il manager gallese aveva incredibilmente atteso un'ora o quasi per inserire al suo posto il suo costoso pallino ex Rovers Roque Santa Cruz. Tranne il solito Wayne Bridge, stantuffo inesauribile sulla fascia sinistra e non solo, le altre primedonne non si curavano di cercare il gol del raddoppio con insistenza, giochicchiando in modo talvolta irritante. Finchè, dopo aver sostituito al 75° fra gli applausi dell'intero stadio un Robinho discreto ma ancora lontano dalla sua forma migliore con Bellamy, andava in scena l'harakiri consueto dei nostri skyblues. Un lungo possesso palla era colpevolmente concesso agli avversari senza il minimo accenno di pressing: Venegor of Hesselink, entrato da poco, s'infilava a pochi passi da Given cadendo come un cocomero maturo in un contrasto parso veniale ai più con capitan Tourè. Per il ref è rigore e ci pensa Bullard, al minuto 81, a pareggiare sotto lo spicchio esultante dei gialli del Nord Est. Poi tutti a festeggiare prendendo ironicamente in giro mister Brown per l'umiliazione patita undici mesi fa! Inutile l'assedio finale, nove minuti d'impotenza allo stato puro: la rabbia di Hughes verso l'arbitro colpevole di aver concesso un penalty inesistente è semplicemente ridicola. Abbiamo raccolto sette pareggi sette nel momento in cui le altre avversarie dirette, chi più chi meno, stanno tirando fuori le loro migliori qualità e prendono il largo in classifica. Abbiamo un organico semplicemente sontuoso e sappiamo solo fare delle rare ripartenze quando l'avversario è sbilanciato nella nostra metacampo: di chi è la colpa, Mr Kaldhoon? Li ha sentiti tutti quei fischi di aperta delusione di un pubblico fin troppo paziente come il nostro? Quanto ancora può continuare a farsi sbeffeggiare dai media e persino dagli avversari diretti un club così ambizioso? Siamo alla vigilia di un delicatissimo quarto di finale di Carling Cup casalingo contro l'Arsenal. Dovesse andare storta anche questa gara l'esonero di Hughes sarebbe certo. A leggere stamane il solitamente informatissimo News of The World la pazienza degli emiri stavolta sarebbe davvero esaurita: al suo posto noi di Italian Blue Moon vedremmo molto bene Roberto Mancini, ottima conoscenza del calcio inglese e fautore di un football fortemente offensivo nei suoi anni di allenatore ad Appiano Gentile. Chissà se e quando verremo accontentati? |