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Dreaming De Rossi – Allora ecco più che giustificato l’assalto a Daniele De Rossi; in Inghilterra parlano addirittura di offerte intorno ai 55 milioni di euro, più probabile che il Mancio possa spingersi fino a 40 per il cartellino e a 9 netti l’anno per il giocatore. Chi rifiuterebbe un’offerta del genere? Nessuno ci verrebbe da dire, ma ad oggi De Rossi si è dimostrato una di quelle bandiere che sembravano sempre più in via d’estinzione. Il prolungamento del contratto di 6 mesi fa, quando era libero di accasarsi presso società più ricche ed ambiziose, è l’ultima dimostrazione d’amore di un ragazzo realmente innamorato della sua città e della sua squadra, amore confermato nelle parole della conferenza stampa di 24 ore fa. Trattativa chiusa? Per nulla ci verrebbe da aggiungere, perché seppur innamorato alla follia, anche il centrocampista romano ha imparato a memoria la filastrocca di inizio pezzo, ed ecco che da qui al 31 Agosto nuovi scenari potrebbero aprirsi. La Roma non ha necessità di vendere, ma 35 milioni (cifra che potrebbe anche crescere con i bonus) per un 30enne sono una cifra che gli americani - sempre attenti ai bilanci delle proprie società, vedi trattativa estenuante per acquisire la stessa Roma - difficilmente rifiuterebbero, anche a costo di avere contro tutto il tifo di fede giallorossa; se poi Zeman e i giovani dovessero non far rimpiangere capitan futuro, cosa assai probabile nella prossima Serie A impoverita dall’esodo dei pochi top – player rimasti, ecco che allora la trattativa vedrebbe tutte le parti coinvolte felici e contente.
Alternative – Arrivato Rodwell (non benissimo all’esordio), il centrocampo SkyBlue necessita comunque di un nuovo innesto; se non fosse De Rossi, Mancini vedrebbe di buon occhio l’ingaggio del francese M’Vila (dal Rennes). In difesa sulla lista dei partenti sembra essersi iscritto il nome di Kolò Tourè, e viste le disattenzioni di Lescott, sembra necessario un rinforzo anche in quella zona del campo; chissà se quella contro il Wba rimarrà l’ultima esibizione di Agger con la maglia del Liverpool, domenica si va ad Anfield, speriamo di tornarcene con i 3 punti e un nuovo difensore centrale. In attacco, per fortuna, il problema accorso ad Aguero durante la prima di campionato non dovrebbe essere nulla di serio, ma con Adebayor che dovrebbe tornare (definitivamente) agli Spurs e Adam Johnson diretto al Sunderland di Martin O’Neill, forse c’è lo spazio per un colpo last minute anche davanti. Hulk e Llorente sono i nomi più gettonati; se il primo è sempre stato accostato a squadre inglesi (Chelsea in primis) senza che abbia mai dichiarato fedeltà eterna al Porto, il secondo è addirittura finito fuori rosa in attesa di trovare una squadra con cui possa finalmente vincere qualcosa anche a livello di club. Riccardo Italia |
“Io da qui non mi muovo, ma se la società dovesse mettermi sul mercato…” Questo virgolettato di apertura non è una dichiarazione di un giocatore nello specifico, bensì un clichè che il calciatore moderno ha imparato a recitare a memoria durante le conferenze stampa in cui viene interrogato su un possibile cambiamento di maglia nel futuro prossimo. Ultimo della lista, in ordine prettamente cronologico, è quel Daniele De Rossi che rimane il sogno – nemmeno troppo segreto – di Roberto Mancini che vede in “capitan futuro” il giocatore ideale per far fare il definitivo salto di qualità al suo Manchester City. L’obiettivo dichiarato di questa stagione è sia quello di ripetersi in campionato, ma soprattutto quello di fare più strada possibile in Champion’s League, con il sogno di varcare le porte di Wembley il prossimo 25 Maggio 2013. Fin dai tempi dell’Inter il tecnico jesino ha dimostrato poca dimestichezza con la massima competizione europea, ma c’è da dire che le rose messegli a disposizione da Moratti non erano qualitativamente paragonabili al City di oggi. Il City appunto, una squadra che può vantare un top-player migliore addirittura dello stesso Messi: il carattere. Il 3-2 sul Qpr ha fatto storia, ma la nuova stagione si è aperta con un trofeo e 3 punti in campionato con altre due rimonte che tengono fede al pride in battle che campeggia all’esterno dell’Etihad Stadium. Ma con il carattere ed una rosa competitiva (inferiore sulla carta solo a Barcellona e Real Madrid) si può tentare l’assalto alla Champion’s? Il Chelsea dello scorso anno ha dimostrato di si, ma si sa, i miracoli sono tali perché non accadono spesso…








