Campionato che vai sceicco che trovi; sono lontane le tre parole che voleva Valeria Rossi, il tormentone dell’estate 2012 è rappresentato da tre lettere, acronimo di una società che sta dominando il calciomercato dei top player: il PSG. Non si fa in tempo a nominare un grande giocatore che subito gli espertoni di mercato ne dichiarano l’interesse da parte dei francesi, un po’ come quando ad andare di moda era il nome del City. Infatti, il City, che fine hanno fatto le campagne acquisti faraoniche che hanno contraddistinto le ultime 3 sessioni estive di calciomercato? Molti di voi accusano Mancini e il board di eccessivo immobilismo sul mercato, altri sono convinti che la rosa attuale sia più che competitiva, entrambe le correnti di pensiero sono condivisibili perchè, se è vero che squadra che vince non si cambia, è anche vero che per rimanere competitivi ad altissimi livelli bisogna tentare ogni anno di correggere i piccoli difetti che un team vincente ha mostrato nella stagione precedente.
CRISI E FAIR PLAY FINANZIARIO – La Premier League rimane il campionato più bello ed ambito del mondo, questo è un dato di fatto, così come il City è ormai da considerare un top team a livello europeo, ma se ci pensate bene, ad oggi, quale società ha effettuato veri colpi di mercato? In Inghilterra, se escludiamo un Chelsea che ha comprato giovani di prospettiva (strapagandoli) sull’onda dell’entusiasmo della vittoria della Champion’s, possiamo notare che tutti i manager della Premier League stanno facendo i conti con una necessità che la crisi economica mondiale e l’imminente introduzione del fair play finanziario stanno rendendo imprescindibile, ovvero, il contenimento degli sperperi in sede di mercato. Va da sè che un giocatore scontento come Van Persie fatichi ancora una collocazione diversa dall’Arsenal e che il Tottenham sia praticamente costretto a vendere Modric dopo che, solo un anno fa, aveva resistito stoicamente alle offerte di tutti i club più ricchi d’Europa. Calcio inglese in crisi? No, direi di no, o almeno non a livelli italiani, ma di sicuro se prima Mancini poteva muoversi con libertà sul mercato, ora deve fare i conti con il bilancio e gli equilibri di una squadra di per sè già competitiva.
RIMPIANTI E OBIETTIVI – Thiago Silva, è innegabile, rimarrà il più grande rimpianto di questa campagna acquisti dopo le visite di Mancini in Via Turati (sede del Milan ndr) tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno; con il difensore più forte del mondo avremmo innalzato davanti ad Hart una muraglia praticamente invalicabile, una sorta di garanzia per puntare al bis in campionato e all’assalto dell’Europa. Così non è stato, ma dovendo trovare una valida alternativa al buon Lescott (magari un giocatore che possa rubargli il ruolo da titolare) trovo che aver perso l’occasione di mettere sotto contratto Vertonghen (acquistato dal Tottenham) possa essere considerato un’occasione mancata visto che avremmo potuto schierare una coppia di centrali affiatatissima visti i trascorsi con capitan Kompany nella nazionale belga. A centrocampo il sogno rimane Daniele De Rossi; è degli ultimi giorni la notizia di un rilancio di 30 milioni di Mancini per assicurarsi capitan futuro. Trattativa difficile, ma se De Jong sembra sempre più lontano, allora non è nemmeno da escludere in maniera categorica un’assalto al miglior giocatore italiano degli ultimi europei (dove tra le altre cose ha esternato una passione sempre smisurata nei confronti del calcio inglese). Capitolo attacco, Van Persie sta tirando troppo la corda, e non è detto che questa non si spezzi; l’attaccante orange va in scadenza con l’Arsenal fra 12 mesi e questo giova al suo portafoglio visto che può pretendere - dalla squadra che lo acquisterà – un contratto ricchissimo. Ad oggi il nostro reparto offensivo è al completo, e anche se non dovessimo vincere l’asta che vede coinvolte – tra le altre – United e Juventus, avremmo comunque l’attacco più forte d’Inghelterra; poi se Dzeko approderà in Italia (Juventus e Milan in pole), ecco che allora la nostra numero 10 avrà molto probabilmente un nuovo possessore: RVP.