Immagini di gioia. Sfrenata, irrefrenabile, coinvolgente gioia per una tifoseria che ha patito di tutto negli ultimi 44 anni. Ancora oggi troppi osservatori superficiali che ignorano il fenomeno Manchester City etichettano gli skyblues di Manchester, Lancashire con la definizione ingenerosa del nostro più strenuo avversario, Sir Alex Ferguson. Noisy neighbours, vale a dire vicini rumorosi saremmo per loro: come si sbagliano! I cinque minuti più folli della storia del calcio moderno, quelli cioè che vanno dal fischio finale di Foy a Sunderland fino al capolavoro balistico del Khun Aguero all'Etihad, sono invece il segno tangibile di riconoscenza verso una squadra e un board che ha reagito coi fatti, un po' come Don Chisciotte coi mulini a vento, a un destino avverso che ci avrebbe voluto perennemente nella parte degli sfortunati perdenti: unlucky losers noi? Mai più dopo la conquista di un titolo che, giusto un mese fa, sembrava irrimediabilmente perso all'Emirates Stadium di Londra. Cosa sia successo nel nostro spogliatoio noi fans non lo sapremo mai. Una scintilla, originata probabilmente da quel commovente striscione ideato da un papà orgoglioso delle sue radici per il suo simpatico ragazzino, ha messo in moto l'operazione aggancio nei confronti degli spocchiosi rivali della periferia. “We'll only cry when we win the League!” cioè “Noi piangeremo solo quando vinceremo il campionato”: niente smancerie sulle orme del nostro famoso bimbo interista Filippo, ma un virile segnale di fiducia per il Mancio e i suoi ragazzi in quel momento sull'orlo del baratro. Da lì in poi Mancini, i giocatori, il nostro pubblico hanno costruito assieme le premesse per la gioia collettiva manifestata sul prato dell'Etihad prima, durante e dopo la consegna del trofeo del terzo titolo nazionale. City is ours, la Città è stata, è e sarà sempre e solo nostra, la Città appartiene alla Luna Blu di Manchester perchè gli altri, loro sì sono dei veri e propri noisy neighbours! Loro, i cugini rumorosi esponenti del dominio dei brand commerciali sul calcio vero, loro affermatisi in questi ultimi vent'anni anche grazie a eroi di dubbia fama come George Best, David Cantona, Roy Keane e Ashley Young. Loro abili a intercettare con i primi effetti della globalizzazione l'assenso di fans lontanissimi e che con Manchester e l'Inghilterra c'entrano come il porridge a colazione. Loro che hanno una situazione debitoria da far paura perchè posseduti da una famiglia di avventurieri americani scappati nel Regno Unito col denaro fregato agli azionisti di minoranza dei falliti Cleveland Buccaniers. Loro che mettevano a Stretford un contatore che misurava di anno in anno il nostro digiuno in fatto di titoli e trofei vinti. La gioia è stata vincere su di loro il titolo per differenza reti negli ultimi cinque palpitanti minuti di una stagione dove, in fondo, il nostro Manchester City doveva e poteva fare di più: come dicono a Shangai e dintorni, la vendetta è un piatto che si deve gustare freddo, miei cari amici Italian Blue Mooners!
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