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Per la stagione del ritorno nella massima serie Royle investe pesantemente sul mercato a differenza della stagione precedente, in quanto è risaputo di come le neopromosse facciano notevolmente fatica nella Premier League. Arrivano perciò l’ex utd e Fiorentina Kanchelskis, il norvegese Haaland a cui viene assegnata la fascia da capitano, l’irlandese Dunne dall’Everton, l’attaccante Huckerby, Howey, il costaricano Wanchope, il francese Charvet mentre il settore giovanile porta in prima squadra il difensore Dickson Etuhu e sempre maggiore diventa l’apporto di Jeff Whitley, altro prodotto della nostra Academy già da diverse stagioni in squadra col fratello Jim. La prima parte della stagione vede le La retrocessione coincide con l’addio dell’amato Royle, in panchina per tenere alto il morale di una piazza comunque troppo legata alle vicissitudini della squadra arriva addirittura Kevin Keegan, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni. Arrivano Berkovic, Stuart Pearce, Negouai, il cinese Sun Jihai, Mettomo, Jensen, il talentuoso fantasista algerino Ali Benarbia (qui nella foto). Wright-Phillips diventa titolare, Wanchope ed Huckerby eclissano la stella di Dickov che abbandona la squadra. Che la stagione 2001/2002 sia speciale lo si intuisce subito alla prima partita dove il City travolge per 3-0 il Watford; superate alcune sconfitte con prestazioni superbe (5-2 al Crewe Alexandra, 4-2 al Burnley, 3-0 al Birmingham City, addirittura 6-2 ad Hillsborough contro lo Sheffield Wednesday, 4-0 al Grimsby Town, 4-1 al Gillingham) la squadra viaggia tranquilla verso un immediato ritorno in Premier League. Veniamo definiti dai giornalisti d’oltremanica l’esempio calzante della squadra yo-yo, ovvero un club che non riesce a trovare la propria dimensione, andando su e giù di continuo. A promozione ormai certa debuttano in squadra altri giocatori che saranno più o meno importanti in ottica futura quali Macken, Colosimo, Ritchie, Killen, Shuker. Goater chiude la stagione con 32 reti delle quali ben 28 realizzate in campionato, Huckerby si ferma a 26 di cui 20 nella gloriosa campagna di First Division. In doppia cifra arriva anche Wanchope che porta a 13 il suo bottino personale. E’ promozione, da vincitori indiscussi del campionato con 99 punti (+10 sul West Bromwich Albion secondo) ma soprattutto con il record di reti messe a segno, addirittura 108 in 46 partite ben 32 in più del Wolverhampton Wanderers che chiuderà al primo posto degli attacchi tra gli “umani”. Un record che resiste tutt’oggi e che difficilmente verrà battuto in futuro. Con queste premesse il City di un Keegan che ha già conquistato l’affetto del pubblico skyblue si appresta a tornare in Premier League…
Marco Stacchiotti |
Nel precedente episodio ci eravamo lasciati con la grande gioia della finale playoff vinta contro il Gillingham in eroica rimonta. La stagione 99/2000 dunque il City torna a giocare nella First Division, seconda serie del calcio inglese con alla guida sempre Joe Royle. Il manager ex Oldham Athletic decide di non stravolgere la squadra e non cambia praticamente nulla nella sessione estiva di mercato se non per l’acquisto dal Wimbledon del terzino sinistro Mark Kennedy; l’irlandese già in Premier League con il Liverpool si dimostrerà una pedina fondamentale nelle 2 successive stagioni skyblues. Lo starting eleven vede dunque Weaver tra i pali che dà i comandi alla difesa composta per l’appunto da Kennedy, capitan Morrison, Wiekens ed Edghill; a centrocampo ci sono Horlock, Pollock, Bishop e Tiatto mentre in avanti i titolari indiscussi rimangono Goater e Dickov. L’inizio non è facile: a Maine Road il Wolverhampton Wanderers rovina la festa per il ritorno in seconda serie vincendo 0-1, contro il Fulham finisce 0-0 ma la ribalta se la prende proprio il capitano che viene espulso dopo una diatriba con tanto di linguaccia contro il “Balotelli d’oltremanica” Stan Collymore, giocatore tanto talentuoso quanto a corto di cervello per alcune follie che ne hanno rovinato una carriera di sicuro avvenire.








