I giorni passano, le emozioni restano. Indelebilmente, per sempre! Prima gara ufficiale, la Charity Shields: persa all'ultimo nanosecondo su un erroraccio di Kompany, il nostro capitano. Ultima gara ufficiale: quella decisiva, vinta al 94° con un'autentica prodezza del Khun Aguero. Campioni? Sì, ma non a caso! In tanti avrebbero meritato un epilogo del genere, un trionfo così bello da vivere e tremendamente difficile da raccontare se non con le sensazioni che sfumano in parole a volte superflue. Il City che conquista il titolo 2011/12 della Premier League è la sublimazione di un progetto portato avanti con ostinazione dalla proprietà. Sheikh Mansour - adesso anche i più scettici devono ammetterlo! - ha trovato in Roberto Mancini l'esecutore perfetto. A due minuti dalla fine di una partita che stava per diventare maledetta, il miracolo che tantissimi tifosi non si sarebbero mai aspettati, è avvenuto, rendendo ancora più amaro e storico, in senso negativo, il pomeriggio dei nostri cuginastri. Siamo campioni al dispetto di invidie e malelingue. Non siamo campioni solo grazie ai soldi del Presidentissimo, ma soprattutto grazie ad un progetto sviluppato con estrema serietà che si è arricchito, negli ultimi anni, di protagonisti dentro e fuori dal campo. Qualcuno direbbe che è facile vincere quando hai in squadra top player del calibro di Aguero, Yaya Toure, Balotelli, Silva e Tevez, solo per citarne alcuni. E' tremendamente complicato dover, invece, andare al di là delle aspettative e di etichette appiccicate addosso troppo in fretta; quasi con il dovere e l'obbligo morale di portare a casa un titolo che mancava da una vita. In quei 44 anni di attesa si racchiudono storie e vite sportive di tifosi che ne hanno passate di tutti i colori. La Premier va dedicata al nostro straordinario tifo; caldo, appassionato, presente nei momenti d'oro come in quelli bui. Ripartire difendendo un trofeo è quanto di più bello ci possa essere. Farlo con Mancini aumenta il nostro senso di stima nei confronti del tecnico jesino, artefice della costruzione di un gruppo che da bello e di prospettiva è diventato vincente. Regalando momenti che resteranno sempre nel cuore di noi Italian Bluemooners!