Impressioni di settembre

James Milner: come sempre una sicurezza!

James Milner: come sempre una sicurezza!

Un anonimo pareggio contro la rampante Roma di Rudi Garcia in un Etihad Stadium che spicca per le troppe poltroncine azzurre desolatamente vuote. Settembre si chiude con il retrogusto amarognolo di chi si dimentica la zolletta di zucchero nel caffè, amiche e amici Italian Blue Mooners, per il nostro amato City! Tanti anzi troppi scontri diretti all’inizio di una stagione condizionata negativamente anche dalla folle punizione comminataci dagli osceni affaristi dell’UEFA? Ovviamente la squadra ne ha risentito, dovendosi barcamenare fra sfide all’OK Corrall contro Liverpool in casa, Arsenal in trasferta, Chelsea in casa e il solito girone di ferro di Champions League.

Il bilancio a oggi 1 ottobre non è certo esaltante: provo a riassumere quel che non piace alla maggioranza dei tifosi Citizens della gestione delle risorse umane da parte di Pellegrini 1) Una condizione fisica non certo brillante di tutti: l’anno scorso di questi tempi la squadra volava letteralmente, oggi sembra amministrarsi col bilancino. 2) La conferma come vice-capitano e uomo-totem dello spogliatoio del 31enne Yaya Tourè, ormai copia sbiadita della versione calcistica di LeBron James, protagonista di una stucchevole vicenda contro la società durata da maggio ai primi di settembre 3) Le solite amnesie di una difesa in cui Martin Demichelis continua ad essere l’anello debole mentre il suo sostituto naturale, ossia il promettente e costosissimo Eliaquim Mangala, ancora non si è inserito come dovrebbe 4) Le poche presenze in prima squadra, considerato il valore dei giocatori, di due campioni come James Milner e Alecsandr Kolarov: due che, quando sono scesi in campo da titolari o partendo dalla panchina, hanno fatto a dir poco faville. Caro Ingeniero, rifletti!

Due parole a parte le merita il grande veterano Frank Lampard. Nota positiva per l’impegno, la bellezza di certe sue giocate, lo spirito positivo con cui scende in campo in questa sua avventura che purtroppo avrà fine a gennaio quando dovrà andarsene a New York a giocare il campionato USA. Quanto ci stai piacendo, Super Super Frankie! Torniamo a bomba sul problema dei problemi: il disamore che il pubblico di Manchester dimostra verso la Champions League crea davvero sconcerto. C’era quasi più gente sugli spalti il mercoledì precedente per il turno inaugurale di Capital One Cup. Sappiamo che per questo City vincere competizioni europee è un miraggio finchè ci saranno ai vertici dell’UEFA squallidi personaggi come Michel Platini e Joseph Blatter. Ma se all’esordio casalingo contro la bella Roma del monumento Totti e del bravissimo tecnico Rudi Garcia e con i biglietti a sole 20 sterline l’Etihad Stadium non è sold out … guai a noi se Sheikh Mansour se ne accorge!

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CITY-LIVERPOOL 3-1: JOJO, CHE ROCK ‘N ROLL STAR!

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There's only one Stefan Jovetic!

There’s only one Stefan Jovetic!

Luis Suarez, chi era costui? Un City cinico (al fischio finale del bravissimo Oliver 5 tiri in porta, 3 reti), a tratti arroccato davanti al neo-papà Joe Hart, ma trascinato da un fenomenale JoJo Jovetic, parte piano ma va lontano: eccome se lo fa! Primo prestigioso successo in uno scontro diretto davanti ai 45mila dell’Etihad. Il tre a uno finale rispecchia perfettamente un incontro in parte condizionato dalla pioggia incessante. All’inizio abbiamo subito, non si sa se per scelta o perchè effettivamente costretti, il gioco spumeggiante dei reds. Senza il loro bomber uruguagio, venduto al Barcellona per 81 milioni, capitan Gerrard e compagni han mostrato al mondo quale incolmabile vuoto ha lasciato la sua partenza. E non sarà certo Mario Balotelli, il nostro caro ex ieri in tribuna col fido procuratore Rajola, a risolvere certi problemi che si presenteranno sempre o quasi sotto porta per gli uomini di Brendan Rodgers!

Dicevamo dei primi trentacinque minuti. Bel possesso palla il loro, feroce determinazione nell’impedire a Silva e Nasri di rendersi pericolosi, Dzeko ingabbiato senza riuscire a incidere, una manovra offensiva fluida: il Liverpool fa la partita, ma è un dominio sterile che mette in allarme Pellegrini e i suoi solo in occasione di qualche calcio da fermo. C’è imprecisione in alcuni dei nostri, in primis Demichelis ancora lontano dalla sua forma migliore. Ma nel complesso la difesa, sorretta dal filtro efficace di Yaya e Fernando, regge l’urto dei reds con una certa disinvoltura. Quanto potrà durare il loro forcing? Capitan Vinnie a un certo punto fa vedere qualche colpo di gran classe sotto il diluvio: suona la carica, vero? Nel finale del primo tempo, spinti da Kompany e dal tifo incessante della nostra folla, il City si affaccia finalmente nella meta-campo avversaria e, alla prima occasione, trova l’uno a zero. E’ Pablo Zabaleta – chi altri se no? – a suonare la carica. Una sua percussione insistita trova la difesa dei reds impreparata, Silva dentro la loro area di rigore combatte su una palla vagante che diventa all’improvviso l’occasione per Stefan Jovetic, in arte JoJo, di stangare senza pietà di destro l’incolpevole Mignolet in vana uscita. Gol da bomber rapace, quello del talento montenegrino ex Fiorentina. Manuel Pellegrini ha saputo aspettarlo, dopo una prima stagione deludente, motivandolo con efficacia sin dal primo giorno di ritiro in Scozia.

Al ritorno in campo dopo l’intervallo, con un paio di minuti di ritardo, si scopre un altro City. Abbassa i ritmi di gioco in attesa di spingere sull’acceleratore e martellare, sia sulle fasce che centralmente, una retroguardia avversaria ancora a corto di affiatamento. Il gol del raddoppio, splendido, è ancora di Jovetic che fredda Mignolet con una splendida voleè di sinistro su assist al bacio di Nasri dopo un’azione corale a dir poco sontuosa. La fatica si comincia a sentire, da una parte e dall’altra. Siamo solo al secondo turno di campionato e questo scontro diretto fra prima e seconda della passata stagione è arrivato davvero troppo presto! Dzeko, autore anche ieri di una prova generosissima al completo servizio della squadra, deve uscire per una tacchettata sulla coscia sinistra di Skrtel. Chi entra al suo posto? “Sergio, Sergio!”: il coro dei nostri supporter mai come stavolta sortisce l’effetto desiderato. Il Kun evita di finire offside e, dopo nemmeno venti secondi, finalizza da par suo l’imbucata dell’altro nuovo entrato Jesus Navas con un destro radente. I reds sembrano a pezzi. E’ la ciliegina sulla torta, l’apoteosi per un cannoniere che credevamo di aver smarrito e che invece abbiamo ritrovato. “Campeones, campeones!”: la pioggia battente non riesce a soffocare la gioia genuina dei nostri amati Blue Mancunians sugli spalti. Il gol della bandiera – meritato, va detto! – per i reds è una sfortunata deviazione nella nostra porta di Zabaleta che toglie a Lambert la gioia del suo primo gol con la maglia del club per cui ha sempre tifato. Ancora una mezza occasione dopo, per lui, sprecata con un destro fuori misura su un Hart comunque pronto a un’eventuale deviazione: poi più nulla! Ci portiamo in testa alla classifica a punteggio pieno assieme a Tottenham, Chelsea e Swansea. Jovetic eletto man of the match? Come in un celebre successo degli Oasis, potrà esultare cantando a squarciagola il celebre ritornello: “Tonight I’m a Rock ‘n Roll Star!”. JoJo mi fa venire in mente certe stupidaggini scritte qualche giorno fa su di lui svenduto o prestato alla Juve, alla Roma o alle milanesi. Ah certi siti e certi quotidiani scandalistici gestiti malamente da tifosotti travestiti da pseudo-giornalisti! Perchè non chiudono? Ma cosa ne sanno, loro, del club campione in carica del campionato inglese? Molto ma molto meno di noi di Italian Blue Moon che loro schifano come se fossimo lebbrosi: anche alla facciaccia loro e di testate come Tuttosport – dietro alla lavagna anche la redazione del giornale sportivo torinese! – Stefan è la nostra nuova Rock ‘n Roll Star!

RT

Manchester City (4-2-2-2)
Hart 7; Zabaleta 6,5 Demichelis 6, Kompany 8, Clichy 7,5; Fernando 7, Yaya Tourè 6; Nasri 6 Silva 6 (dal 65° Navas 6,5); Jovetic 8 (dall’80° Fernandinho sv), Dzeko 6,5 (dal 68° Aguero 8)
Panchina: Caballero, Sagna, Kolarov, Milner – All: Pellegrini 7

Liverpool (4-3-1-2)
Mignolet 6; Johnson 5, Lovren 5, Skrtel 6, Moreno 5; Gerrard 6, Henderson 6,5 Allen 6(dal 75° Can 6); Coutinho 5 (dal 60° Markovic 7); Sterling 6 (dal 79° Lambert 7), Sturridge 6,5
Panchina: Jones, Kolo Touré, Sakho, Manquillo – All: Rodgers 6

Arbitro: Oliver 7
Spettatori: 45,471

NEWCASTLE UTD-CITY 0-2: HELLO, IT’S GOOD TO BE BACK!

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Foto del nostro Italian Blumooner Riccardo Italia

Foto del nostro Italian Bluemooner Riccardo Italia

Esordio vincente nel Nord-Est dell’Inghilterra con al seguito più di 3mila fans scatenati ma corretti: fra loro l’Italian Bluemooner Riccardo Italia, autore di questa bellissima istantanea scattata dal settore ospiti del meraviglioso St James Park durante il minuto di silenzio a inizio gara. Partita combattutissima, senza un attimo di tregua: e siamo solo alla prima giornata! Marchiata a fuoco da due gol d’autore. Soprattutto il primo, giunto quando la gara sembrava complicarsi vieppiù dopo un inizio promettente. 38° minuto: Yaya, fino allora lontano parente del rullo compressore della scorsa stagione, pesca con un lancio millimetrico di 30 metri Edin Dzeko al limite dell’offside. Il bosniaco si porta a spasso sul lato sinistro dell’area Coloccini e Williamson e di tacco serve di giustezza l’accorrente David Silva che infila l’incolpevole Krul con un rasoterra sinistro nell’angolo più lontano. Tre prodezze in una sola azione: così giocano a calcio solo le grandi squadre! Il raddoppio giunge nel concitato finale in cui gli uomini di Pardew, trascinati dal fulvo ex Black Cat Jack Colback e dall’ex Montpeiller Remy Cabella, ci stanno mettendo letteralmente alle corde. E’ il redivivo Aguero, appena entrato al posto di Dzeko, a ribadire in rete un suo precedente tiro respinto dal bravo portiere avversario. Avrà ritrovato la sua vena realizzativa il nostro amatissimo Kun dopo questi ultimi mesi non all’altezza della sua fama? Ce lo auguriamo tutti, noi Italian Bluemooners che lo seguiamo da sempre con enorme simpatia! Tornando alla gara del St James’ Park non dimenticheremo facilmente la gagliarda prova di Gael Clichy, mancino naturale confermato sulla corsia di destra malgrado la disgraziata prestazione di una settimana fa a Wembley nel Community Shield. A Dzeko è mancato solo il gol per lasciare il segno sulla gara: ha fatto tutto quel che un allenatore può chiedere alla sua prima punta nel calcio moderno, il nostro caro Edin, e domani potrà concentrarsi sul rinnovo per altri 5 anni del contratto che lo legherà, assieme a Silva, Kolarov, Aguero e Kompany, al nostro amato club. Non parliamo poi del nostro nuovo numero 6 Fernando. Diventerà presto un idolo del South Stand alla pari con Pablo Zabaleta, questo brasiliano! Octopus, O Polvo, Il Polpo: questo è il soprannome del centrocampista di quantità che Manuel Pellegrini è andato a prendersi dal Porto questa estate. Ricorda a molti Nigel de Jong per come imperversa sulle palle cosiddette sporche. Il suo salvataggio poco prima del raddoppio del Kun in extremis sullo spagnolo Ayoze Perez – tiro a botta sicura a rientrare, Hart battutissimo – ha del miracoloso. La cerniera eretta davanti alla difesa da lui, da Yaya e da Fernandinho, entrato a metà ripresa in sostituzione di un positivissimo Stefan Jovetic, è l’arma in più a disposizione in questa stagione per l’Ingeniero quando andremo in vantaggio e dovremo difendere il risultato dai prevedibili assalti all’arma bianca di avversari spesso disperati. Nasri un po’ fuori dal gioco? Forse, ma non dimentichiamoci che lo scugnizzo marsigliese può accendere la gara in qualsiasi momento. Molto meglio di lui l’inesauribile e commovente James Milner: è il più sottovalutato campione inglese di questa generazione, dobbiamo essere sempre fieri di lui e del suo attaccamento al City! Qualche cartellino giallo di troppo lo abbiamo preso, è vero! Ma consideriamo i ritmi altissimi imposti da Pardew ai suoi ragazzi nel tentativo di colpire i quattro della nostra difesa che il Pelle pretende di sistemare sempre molto, forse troppo alti. Diamoli pure i meriti a questi Magpies il cui pubblico ieri al minuto 17 ha applaudito all’unisono per celebrare la memoria dei due tifosi periti incredibilmente su quell’aereo nel cielo d’Ucraina. La Premier – sempre bella, emozionante, con molte pretendenti al titolo – ricomincia per noi esattamente com’era finita: hello Citizens, it’s good to be back!

RT

NEWCASTLE UTD-CITY 0-2 (1° T. 0-1) Marcatori: Silva 38°, Aguero 92°

NEWCASTLE UTD (4-4-2): Krul 6; Janmaat 6, Williamson 6, Coloccini 6, Dummett 6; Sissoko 7, Anita 6 (dal 63° Obertan 5), Colback 7, Gouffran 6 (dal 74° Aarons); Cabella 7, Riviere 6 (dall’83° Perez 7) – ALL: Alan Pardew 7

MANCHESTER CITY (4-2-2-2): Hart 6; Clichy 7, Kompany 6, Demichelis 6, Kolarov 7; Fernando 8, Yaya Tourè 6; Nasri 6 (dal 78° Milner 7), Silva 7; Jovetic 6,5 (dal 73° Fernandinho 6), Dzeko 8 (dall’83° Aguero 7) – ALL: Manuel Pellegrini 7

Se il buongiorno si vede dal mattino …

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Bella davvero l'away shirt  2014/15!

Bella davvero l’away shirt 2014/15!

Una partita amichevole d’inizio stagione stile passeggiata di salute. Dopo soli 25 minuti si era già sul 4-0 per noi: troppo facile, vero amici Italian Blue Mooners? A Pittsburgh ieri notte si sono affrontate due realtà calcistiche diametralmente opposte. Da una parte il club campione d’Inghilterra reduce da una durissima prima fase di preparazione estiva in Scozia, pieno zeppo di riserve che si stanno giocando il posto nella rosa della prima squadra. Dall’altra un ex grande club italiano che non svolge una preparazione estiva come Dio comanda da almeno dieci anni, reduce da un inglorioso ottavo posto in campionato e in grave crisi tecnica e societaria. Il cinque a uno finale riflette da un lato la grande voglia di mettersi in evidenza di ragazzi in bilico fra un posto da titolare e la panchina perpetua o la cessione prematura. Dall’altro la fragilità di una formazione senza né capo né coda dove, ad esempio, l’ex Mario Balotelli, entrato nell’ultima mezz’ora, pare l’ombra del promettente centravanti protagonista della vittoria in Premier nel 2011/12.

Veniamo alla prestazione dei nostri ragazzi. In porta c’è un elemento già allenato dal nostro manager Pellegrini nel Malaga. Willy Caballero dà segnali veramente incoraggianti al resto della squadra. Determinante in un paio d’occasioni, colpisce soprattutto per i rinvii di piede precisi e per il senso della posizione. Abbiamo una valida alternativa al futuro capitano della nazionale inglese: che bello! In difesa colpisce la grande facilità con cui ha giostrato ieri a destra Gael Clichy, autore di un bellissimo cross in occasione del 2-0 targato Sinclair. Bene Kolarov, forse il più in forma fra i Citizens visti ieri. Così così Nastasic, uno che corre il rischio di salutare la compagnia nel caso dovesse arrivare da Italia o Spagna la giusta offerta per il suo cartellino. Male come al solito Boyata, colpevole sul gol subito e comunque troppo lento e fuori posizione per giocare nel nostro City. A centrocampo promette bene l’intesa già raggiunta fra il brillante Zuculini e il solido Fernando. Soprattutto l’argentino 21enne ex Racing sciorina uno via l’altro dei lanci millimetrici che fanno sensazione. Possiamo dormire sonni tranquilli, secondo me, se ci sarà lui in campo quando Yaya Tourè ci abbandonerà a gennaio per la consueta faticaccia nella sua nazionale in Coppa d’Africa!
Sulle due fasce Jesus Navas a destra sembra pienamente recuperato dal fastidioso infortunio che ce lo ha tolto di mezzo sul più bello nel finale della scorsa stagione. Certe sue accelerazioni sembrano fatte con una moto GP e non con le sue incredibili gambe! Prova altrettanto positiva a sinistra di Sinclair. Parliamo di un oggetto misterioso rifilatoci dallo Swansea che, dopo la preparazione ben svolta in Scozia con lo staff dell’Ingeniero, si candida prepotentemente al ruolo di esterno alto offensivo. Meglio così! In avanti un ritrovato Stefan Jovetic e il “bimbo” Kesechi Ihenacho hanno dato spettacolo segnando, battendosi su tutto il fronte offensivo e ripiegando più d’una volta a dar manforte a centrocampo e persino in difesa. In attesa di recuperare Alvaro Negredo (nè avrà minimo 3 mesi El Tiburòn!) e il vero Aguero ecco due valide alternative per Manuel Pellegrini: anche se c’è da dire che per il 17enne nigeriano si dovrà aspettare il placet delle autorità britanniche per il suo visto di lavoro prima di considerarlo a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Manchester City!

RT

TABELLINO
MANCHESTER CITY – MILAN 5-1
Marcatori: 12′ Jovetic (C), 13′ Sinclair (C), 23′ Jesus Navas (C), 26′ Ihenacho (C), 42′ Muntari (M), 58′ Jovetic (C)
Manchester City (4-2-2-2): Caballero; Clichy, Nastasic, Boyata (dal 77′ Rekik), Kolarov (dal 70′ Richards); Fernando (dal 62′ Javi Garcia), Zuculini (dal 77′ Rodwell); Navas (dal 77′ Leigh), Sinclair; Jovetic (dal 70′ Guidetti), Ihenacho (dal 62′ Huws).
Allenatore: Pellegrini
Milan (4-3-3): Agazzi; De Sciglio (dal 68′ Albertazzi), Rami (dal 68′ Mexes), Alex (dal 46′ Bonera), Constant (dal 46′ Abate); Poli (dal 46′ Essien), Cristante, Muntari (dal 68′ Saponara); Honda (dall’87’ Pinato), Niang (dall’85’ Mastour), El Shaarawy (dal 46′ Balotelli).
Allenatore: Inzaghi
Arbitro: Villareal (Usa)
Ammoniti: Mexes (M); Clichy (C)

 

2a edizione di Italian Connection: gioie e … ancora gioie!

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Quelli di Italian Blue Moon presenti a Milano

Quelli di Italian Blue Moon presenti a Milano

QUELLI DI ITALIAN BLUE MOON

Milano, campo Masseroni Marchese: eccoci! Sabato 31 maggio è finalmente arrivato. La seconda edizione dell’Italian Connection in cui affronteremo altre 15 squadre di calcio a 7 formate da altrettante tifoserie italiane di club britannici? Perbacco, dobbiamo onorarla nel migliore dei modi! I preparativi fervono da tempo in casa Italian Blue Moon. Due sono le B che contraddistinguono la nostra preparazione: la B di birra, nettare indispensabile per consolare i nostri sforzi spesso scoordinati dietro al pallone. E la B di … bi-zona, la tattica imparata dal grande Lino Banfi alias Oronzo Canà! La prima bella notizia all’arrivo? Giocheremo con le divise del centenario: cioè con quelle che nel 1994 il City di allora indossò per celebrare i cento anni dalla nascita del club che avrebbe fatto sognare così tante generazioni di skyblues a Manchester e in tutto il mondo. In ordine sparso giungiamo da ogni angolo dello stivale. C’è chi è partito addirittura da Catania, come l’amico Alessandro Marletta che per il nostro amato City e per la branch farebbe davvero qualsiasi sacrificio. C’è molta euforia in noi tutti. Il double appena vinto – titolo di Premier League e Carling Cup – da Zabaleta e compagni lo abbiamo appena festeggiato degnamente. Alcuni direttamente su a Manchester, come il nostro portierone Andrea Ronchi e Riccardo Italia. Quest’ultimo si è appena laureato e a Manchester ci vive perchè ha trovato lavoro: cosa non si fa per stare vicino al nostro grande City!

Tempo di cambiarci e vai con le mini-partite. La prima si rivela subito ostica. Il sorteggio ci mette contro gli amici Villans. Finisce 1-3 dopo venti minuti giocati davvero all’arma bianca. Noi alterniamo belle giocate a pause sconcertanti. I fans dei Blue and Claret hanno un altro passo, si mostrano vigorosi ma corretti e tengono il campo che è una meraviglia. Infatti ci battono inesorabilmente 3-1 e saranno loro poi a vincere il torneo! Va beh. Passiamo al secondo incontro e guarda un po’ chi ci tocca affrontare: i cugini in maglia rossa della periferia! Chi però si aspetta un confronto pieno di spinte, cattiverie, insomma una quasi rissa si sbaglierà di grosso. Ragazzi simpatici, coi red devils attacchiamo subito discorso e, fra una finta e un dribbling, ce li incartiamo col sorriso sulle labbra portando a casa un rotondo e inequivocabile 3-0. Si passa così al terzo incontro, decisivo per il prosieguo del torneo. Contro l’Ipswich Town è un bellissimo match. Noi dominiamo all’inizio ma, grazie a un paio di contropiedi micidiali, i grintosi tractor boys italici vincono meritatamente. C’è un po’ di scoramento nelle nostre fila. Dura un attimo però: una risata e una pacca sulla spalla fra di noi e gli altri partecipanti servono a stemperare qualsiasi delusione. Una birretta e qualcosa da mettere sotto i denti, le nostre canzoni da stadio, rievochiamo tutti insieme le cavalcate di Yaya Tourè, le parate di Joe “Brave” Hart, i dribbling e gli assist del Mago Silva, le trasferte fatte per seguire i nostri beniamini su a Manchester o in Champions League. E poi via: questo bellissimo torneo amatoriale non è mica finito!

Giochiamo stavolta maluccio e perdiamo contro gli amici Black Cats e ci restano solo due partite per non arrivare tristemente ultimi. Negli spogliatoi ci guardiamo intensamente negli occhi: mica vorremo conquistare il … cucchiaio di legno? Chiudiamo così la manifestazione con due belle vittorie. La prima contro i fans dell’Arsenal e la seconda, indovinate un po’ contro chi? Ebbene sì: di nuovo contro i red devils italici e con una rimonta da 1-3 al 4-3 finale davvero esaltante. Al fischio finale che bello, credetemi, stringersi tutti in un abbraccio collettivo, vinti e vincitori! In alto i cuori per miss Laura e il portierone Andrea, i due Filippi e i due Alessi, Alex e Alberto, Enzo e Massimo, Paolo Zab e Alessandro, El Principe e Vesprinho, Massimiliano, coach Ric e l’infortunato dell’ultimo momento: lo sfortunato Stefano. L’importante non è partecipare né vincere ma, come cantava il compianto Enzo Jannacci, è esagerare: e noi lo abbiamo fatto anche quest’anno! Come on City forever! E grazie agli organizzatori, in primis a lady Irma D’Alessandro e a Fabio Vinciguerra, per questa stupenda giornata di sport, di chiacchiere, di bevute e di grandi risate.

Blue Moon, you saw me standin’ alone …

RT

Oops, l’abbiamo fatto ancora una volta!

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Scusate ma abbiam vinto ancora!

 

 

IRONIA E GIOIA – Noi che amiamo visceralmente il City siam fatti così! Ieri è stato il giorno dell’apoteosi e questo striscione più di tutti rappresenta la fede calcistica per la parte skyblue di Manchester. Quella considerata per decenni sfigata. Quella che 25 anni or sono dovette ribellarsi al takeover portato avanti – orrore degli orrori – da un oscuro macellaio tifoso dello united. Insomma, noi non dimentichiamo certi affronti ma nemmeno serbiamo rancore verso nessuno. Ma non dimentichiamo! Chi? Quei pezzentoni considerati geni del football da una larga fetta di media loro amici che, spaventati forse dall’incrollabilità del nostro attaccamento alla squadra che un tempo giocava nella Wembley del Nord, cioè a Maine Road, han provato a comprarsi la Premier League nel lontano 1992 cercando di monopolizzare a loro uso e consumo il grande calcio inglese.

CI SONO ANCHE LORO – Tre derby consecutivi vinti a casa loro nelle ultime tre edizioni di Premier, nel mefitico swamp dove la crisi economica globale la fa da padrone. Quel loro centravanti olandese che s’inventa infortuni misteriosi pur di effettuare uno sciopero bianco che altrove sarebbe celebrato in prima pagina su tutti i quotidiani, sportivi e non. Sempre meno bus da Londra o dalle zone più lontane dell’Inghilterra. Sempre meno voli charter da Indonesia, Turchia, Giappone e Singapore. Insomma, quanti vuoti nella cattedrale nel deserto denominata Old Trafford! Nel teatro degl’Incubi (loro, s’intende!) è ormai finita la pacchia del Fergie-time quando i ref di turno pigliavano, allo scadere del 90° minuto, le imbeccate dal rubicondo Sir Baconface per raddrizzare decine di risultati in bilico! Avete presente la tribù dei Sikh solitamente appollaiata alle spalle del loro manager? Ebbene, recenti inquadrature televisive dimostrano come stia progressivamente diminuendo di numero, chissà perchè?

OOPS WE DID IT AGAIN … – Il raggiungimento del quarto titolo arriva all’ultima giornata della più bella e combattuta edizione della Premier League che si ricordi. Appassionante il testa a testa con Arsenal (la prima grande a cedere, forse per via del grave infortunio a Theo Walcott), Chelsea (Hazzard mica poteva giocare sempre ai livelli stratosferici dei due scontri diretti in cui le abbiamo prese!) e soprattutto Liverpool. Rendiamo l’onore delle armi alla splendida e coraggiosa armata di Brendan Rodgers per come ci ha severamente impegnati! Sprazzi di grande calcio anche il loro, con sugli scudi l’eterno Gerrard e due grandi attaccanti come Suarez e il nostro ex Daniel Sturridge. Avvantaggiati però anche dal fatto di non dover giocare la Champions e dall’essere usciti prematuramente dalle due coppe nazionali! Bravi i reds, stupendo il loro pubblico ad Anfield, ma per il titolo dovranno provarci, loro e gli altri contendenti, la prossima stagione.

TITOLO STRAMERITATO – 86 punti frutto di 27 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. 102 reti segnate e 37 subite. Un centravanti che va incredibilmente in forma all’andata (Alvaro Negredo alias the Beast) per poi smarrirla al ritorno. Degnamente rimpiazzato però dal ritorno ai suoi livelli migliori dell’orgoglioso bosniaco Edin Dzeko. Un portiere che anche lui smarrisce all’improvviso la bussola (Joe Hart) e, sostituito degnamente dal gigante rumeno Constel Pantillimon per otto gare, ritorna a brillare firmando questo titolo con una prodigiosa parata su Naismith con l’Everton a Goodison Park. La grande stagione di David Silva, fantastico Mago Merlino in grado di decidere con un semplice tocchetto le partite più difficili, e di Yaya Tourè, finalmente disponibile per tutta la stagione mentre gli scorsi anni la Coppa d’Africa ce lo rapiva sul più bello. Annata formidabile anche quella di Samir Nasri e di Aleksandr Kolarov, due che rischiavano di essere eterni incompiuti: il marsigliese e il serbo hanno finalmente convinto, si sono battuti come leoni tutta la stagione, diventando titolari quasi inamovibili.  Un capitano (Vinnie Kompany) e il suo fedele scudiero (Pablo Zabaleta) autentica spina dorsale della squadra. Poi il Kun Aguero e “Personal” Jesus Navas, il lungocrinito Demichelis, il cavallo pazzo della fascia James Milner, i due centrali Fernandinho e Javi Garcia, Gael Clichy, Joleon Lescott, Matjia Nastasic, Dedrick Boyata e last but not least: lui, il nuovo condottiero!

GRACIAS INGENIERO – Se la calma è la virtù dei forti, Manuel Pellegrini dev’essere la sua reincarnazione. In un mondo come quello del calcio professionistico che predilige i personaggi sempre al centro della ribalta, il tecnico cileno ha mantenuto un contegnoso distacco alzando la voce in una sola occasione: dopo la sconfitta casalinga di Champions contro il Barcellona, e per criticare un errore arbitrale grande come … la Sagrada Familia di Gaudì! Quel portamento da hidalgo, il dialogo quotidiano con ogni componente la sua rosa, i contatti continui col board rappresentato dai due ex grandi dirigenti blaugrana Beguiristain e Soriano. L’Ingeniero ha vinto perchè non ha mai smarrito la fiducia sconfinata nel suo rivoluzionario 4-2-2-2 dove undici giocatori devono aiutarsi vicendevolmente mantenendo il più possibile il possesso di palla. Dove i terzini fanno le ali e nei minuti finali Yaya diventa quel che – Nicola Roggero dixit! – è Lebron James nel basket NBA: un’autentica forza della natura! Gracias Ingeniero, e come cantava Morrisey negli Smiths: “You are the Charming Man!”

Renato Tubère

 

Nervi saldi!

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Silva Man of The Match ad Anfield

Silva Man of The Match ad Anfield

Sta per concludersi la più emozionante edizione di Premier League degli ultimi dieci anni. Il nostro amato City è lì a giocarsela per il titolo con altre due pretendenti. Una, e lo si sapeva fin dall’inizio, è il Chelsea sparagnino ma tenuto insieme col fil di ferro dal suo esperto nocchiero Josè Mourinho. L’altra, francamente a sorpresa, è il Liverpool di capitan Gerrard e di Brendan Rodgers, secondo mancato del Mancio giusto un paio di stagioni fa. Lo scontro diretto fra noi e i reds ad Anfield domenica scorsa brucia ancora per l’esito finale: un 2-3 con tante, troppe recriminazioni su una partita iniziata in modo a dir poco negativo. L’1-2 assestatoci da Sterling e Skrtel nella prima mezz’ora di gioco e l’infortunio di cui ancora non conosciamo la gravità di Yaya “Lebron” Tourè faceva pensare a un nostro ineluttabile tracollo. Dopo l’intervallo invece l’ingresso di uno splendido James Milner dalla panchina al posto di un insolitamente confuso Navas ha sparigliato le carte. Improvvisamente è salito in cattedra Mago Merlino, al secolo David Silva: da 0-2 a 2-2 stavamo dominando in lungo e in largo i padroni di casa. Quando Pellegrini ha optato per l’ingresso del Kun Aguero al posto di Dzeko tutti noi Italian Blue Mooners – a casa attanagliati dalla tensione o sugli spalti ad Anfield come il nostro valoroso Ric Italia – ci siamo detti: è fatta! Invece prima è arrivata palla gol confezionata da Aguero e mandata sul fondo a Mignolet ampiamente battuto da Silva di destro con la Kop letteralmente terrorizzata. Poi un paio di minuti dopo il nostro capitano, purtroppo in una delle sue rare giornate no, ha servito di giustezza l’assist del 3-2 definitivo a Coutinho. Typical City, direte voi? Certo che sì. La grandezza e l’unicità del nostro club sta anche in queste giornate incredibilmente storte, ma non abbattiamoci perchè è nel nostro DNA anche la capacità di fare subito gruppo e di reagire alle avversità del fato con rinnovate energie fisiche e mentali. E’ vero, i reds giocano un bel calcio e sono padroni del loro destino da qui alla fine del campionato. Ma fino alla fine ci saremo noi e i Blues londinesi a dar loro filo da torcere! City Til We Die!

 

City-Liverpool 2-1: vittoria col cuore in gola!

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Il Capitano abbraccia Joe, eroe ritrovato!

Il Capitano abbraccia Joe, eroe ritrovato!

Non era una gara facile e lo si sapeva. Boxing Day in Inghilterra significa dare spazio a chi crea divertimento per chi lavora o studia il resto dell’anno. Ebbene dalla scatola magica che abbiamo scartato noi Citizens è saltata fuori una qualità finora sottovalutata dei nostri beniamini in skyblue: l’alta capacità di soffrire. Di fronte il Liverpool di Brendan Rodgers con l’attaccante attualmente più in forma del pianeta. Ebbene Luis Suarez ci ha fatto veramente sudare freddo inventando calcio con giocate sopraffine. Più che come risolutore oggi lo abbiamo ammirato per le sue sponde, i suoi tentativi di assist, il suo modo di muoversi qua e là fra centrocampo e attacco.

E il nostro City? Beh preso un gol annullato per sbaglio a Sterling dal segnalinee sotto l’East Stand, ci siamo dovuti piegare qualche minuto dopo. Scocca il minuto 24 e becchiamo lo 0-1 per una giocata ai mille all’ora Cissokho-Suarez-Coutinho sul fronte destro della nostra difesa: vantaggio dei reds in fondo meritato.

Esce fuori di lì in poi l’orgoglio di Zabaleta – meraviglioso quanto inatteso il suo rientro! – e soci. Trame di gioco avvolgenti, il trio difensivo loro comincia a scricchiolare per le nostre vigorose spallate. Sette minuti dopo corner di Silva da sinistra, solita traiettoria arcuata e imperioso stacco di testa di Capitan Vinnie sistemato qualche metro fuori dall’area piccola vicino a primo palo. A nulla serve il tentativo di fallo del pelatone Skrtel: Kompany realizza quello che al momento diventa il gol più importante della stagione.

La partita è drammatica, continui cambiamenti di fronte impediscono di capire chi fra noi e i reds sia in questo momento la squadra più forte della Premier! Al 40° Coutinho, ancora lui, non crede ai suoi occhi quando Hart di piede tira fuori dalla porta un gol praticamente fatto. Un minuto oltre il 45° c’è la svolta. Liverpool sbilanciato in avanti e Navas è spietato nell’imbeccare a tu per tu con Mignolet Negredo. Feed the Beast and he will score! El Tiburon decide per un tiro liftato dei suoi, una specie di pallonetto maligno che il portiere dei reds calcola male toccando ma non trattenendo la corsa del pallone che s’insacca beffardo sotto il South Stand proprio dove sono assiepati i frequentatori abituali della Kop ad Anfield. Due a uno, si va nello spogliatoio convinti che la gara sarà in discesa e invece …

E invece il Liverpool, ottimo impianto di gioco, forse un tantino lento ma efficace nel coprire tutti gli spazi del campo, ci mette in seria difficoltà! Giocano tutta la ripresa col sangue negli occhi i reds. Per fortuna che, in un momento topico della stagione, Joe Hart esce dal guscio. Sappiamo tutti, amici Italian Blue Mooners, quanto abbia penato per un improvviso quanto inspiegabile scadimento di forma il biondo di Shewsbury. Messo da parte per otto gare in favore del giraffone rumeno Pantilimon, il nostro Joe non s’è perso d’animo. Si è allenato duramente. Ha ingoiato il rospo della panchina dopo quasi 4 anni ininterrotti di gare. Ha reagito oggi, inanellando tre parate super più altri tre o quattro interventi che hanno dato la carica ai compagni, al pubblico, a noi che assistevamo da casa a questa sfida all’OK Corrall. Il risultato non cambia. Tre punti quelli di stasera contro una contendente al titolo che ci darà battaglia fino all’ultimo turno di questa Premier. Vittoria col cuore in gola. Vittoria che vale doppio perchè ottenuta contro un avversario che gioca veramente bene al calcio.

Da elogiare, oltre al nostro portiere e al capitano, anche Fernandinho, uomo ovunque, e Kolarov trasformato da brutto anatroccolo in cigno dalla nuova posizione in campo voluta per lui da Pellegrini. C’è chi su siti cosiddetti specializzati ha appena parlato di Liverpool che ha fatto la partita e di City che avrebbe vinto senza particolari meriti. A costoro rispondiamo col tabellino di questa gara: venti tiri effettuati, di cui sei in porta per noi. Dodici quelli di marca Liverpool, cinque dei quali in porta. Possesso palla favorevole a noi per il 53%. Infine i calci d’angolo: 7 a 6 sempre per noi. Suarez grande campione intendiamoci ha pure cercato di procurarsi un rigore nel finale ma l’arbitro, bontà sua e nostra, non ci è cascato!

Ora inseguiamo da soli l’Arsenal capolista con un punto in più. Se pensiamo che dopo la quarta sconfitta esterna a Sunderland c’era qualcuno che vedeva già Manuel Pellegrini El Ingeniero con le valigie in mano … we’re not really here, dear Italian Blue Mooners!

Renato Tubère

Pellegrini? Che bravo pasticcere!

DIstrazione

City-Arsenal? 6-3!

City-Arsenal? 6-3!

Come una torta formato maxi. Da preparare per quante persone? Beh, i circa 48mila fortunatissimi spettatori di ogni incontro casalingo all’Etihad Stadium di Manchester. Altro che Ingegnere: questo Manuel Pellegrini si sta dimostrando un pasticcere di gran classe per palati esigenti! Il 14 dicembre 2013 resterà a lungo impresso nei cuori e nelle menti di noi Italian Blue Mooners. Avevamo di fronte la capolista Arsenal, sei punti davanti in classifica, e un risultato solo a disposizione: la vittoria. Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Al termine di 96 esaltanti minuti stasera abbiamo la consapevolezza di avere un presente e soprattutto un futuro roseo. Devastanti sul piano del gioco prodotto. Molto migliorati anche in chiave difensiva: oggi almeno sei volte gli attacchi dei Gunners sono stati annullati grazie alla trappola del fuorigioco. Dotati pure di grande carattere. Mi riferisco naturalmente all’infortunio, capitato come un fulmine a ciel sereno, al fantastico Kun Aguero a nemmeno due giri di orologio scoccati dopo l’intervallo. Solo una grande squadra avrebbe saputo reagire permettendo a nuovo entrato – il solito, splendido rapinoso esterno offensivo di destra Jesus Navas – di entrare bene in partita. Noi lo abbiamo fatto, eccome! Ora mangiamoci questa torta alla salute dei nostri splendidi ragazzi” E soprattutt programmiamo con la nostra branch, degnamente rappresentata anche questo pomeriggio sugli spalti dell’Etihad, qualche altra incursione per i prossimi impegni in Premier, FA Cup, Capital One Cup e Champions League. City Til We Die, e che questo sogno non abbia mai fine!

Renato Tubère

CSKA Mosca-City 1-2: quel finale tremendo …

DIstrazione

MOSCA, KHIMKI ARENA

 

David Silva, prova d'autore sul terribile terreno moscovita

David Silva, prova d’autore sul terribile terreno moscovita

 

Non c’è dubbio: potremo incamerare questa partita nella nostra memoria nella sezione “Il solito City”. Si perchè a Mosca, così come col Villarreal 2 anni fa restando in tema europeo, va in scena una sfida che non può non aver fatto prendere almeno un infarto a noi tifosi skyblues. Allora fu un gol del Kun Aguero all’ultimo secondo di gioco a regalarci la vittoria sul sottomarino giallo e proseguire il sogno di passare la fase a gironi che poi non si realizzò, oggi invece dobbiamo ringraziare Joe Hart che con il suo benedetto piede ha fermato il tiro a botta sicura di Honda quando l’arbitro aveva ormai il fischietto in bocca. Una vittoria fondamentale che ci permette di mettere una serie ipoteca sul secondo posto del girone dietro al Bayern Monaco, che però onestamente fa gara a sè, e di avvicinarci al primo storico passaggio di un turno della massima competizione europea.
A dir la verità a Mosca ci si attende un vero e proprio spareggio ma quello che si vede in campo è ben altra cosa. Dominiamo in lungo e largo e spadroneggiamo sul terribile campo della Khimki Arena già contestato da entrambi gli allenatori. Manca però l’acuto e allora a ravvivare quello che sembra un nostro monologo ci pensa Javi Garcia che si mette in mostra con delle giocate difensive da brividi, tamponate alla bell’è meglio da Nastasic, prima di combinarla nuovamente grossa. Su rinvio di Akinfeev l’ex Benfica perde la posizione su Honda e si fa battere nel colpo di testa dall’attaccante giapponese che in molti ormai danno prossimo al Milan. Il pallone giunge così a Tosic che con un pallonetto supera Hart: gela il nostro cuore! Non facciamo neanche in tempo ad imprecare ed ecco che la scossa arriva per l’undici mandato in campo dall’Ingegner Pellegrini: ci pensa il Kun a rimettere in parità la situazione approfittando di un errore di un difensore del CSKA. 7 minuti dopo Negredo con un delizioso pallone pesca nuovamente l’attaccante argentino libero in aria e appena 9 minuti dopo le imprecazioni ora possiamo urlare di gioia e liberazione per il gol del vantaggio: 2 a 1 per noi!

La ripresa è una sofferenza. Non tanto per gli attacchi del CSKA ma per i nostri sprechi in fase offensiva con diverse occasioni per Negredo (gol annullato), Silva, Aguero e per il subentrato Dzeko. Poi improvvisamente la squadra cala negli ultimi 10 minuti regalando il possesso palla agli avversari alla ricerca disperata del gol che li terrebbe ancora in corsa per la qualificazione. Brividi per un gol annullato a Musa e per le incursioni di Tosic, decisamente il migliore dei suoi. Poi il finale tremendo con l’assalto rossoblu e quel pallone che finisce tra i piedi di Honda. Gli occhi si chiudono, il cuore smette di battere. Poi il commentatore di Sky Massimo Tecca esalta Hart ed allora possiamo riaprire le palpebre e festeggiare una vittoria importantissima con cui quasi sicuramente entreremo nelle 16 grandi del calcio europeo per questa stagione. Solo diversi minuti dopo la conclusione del match il cuore può tornare ai suoi regolari ritmi mentre ci accorgiamo che sulla nostra testa sono cresciuti all’improvviso dei capelli bianchi … come la meravigliosa divisa da trasferta scelta per questa edizione di Champions League dal nostro impareggiabile City, naturalmente!
PAGELLE
Hart 8 – Eccolo qui il nostro Joe. Lo aspettavamo da tempo e finalmente è tornato. Risponde ai critici rivelandosi decisivo su un colpo di testa di Doumbia e nel finale con la prodezza su Honda. Il CSKA non ha combinato granchè ma se abbiamo portato a casa i 3 punti lo dobbiamo a lui.
Zabaleta 6.5 – Solita prova di carattere di Zaba che non lascia neanche un pallone agli avversari mordendoli con la consueta grinta.
Nastasic 7 – Semplicemente perfetto nella prima frazione di gara dove non concede nulla e tappa le falle lasciate da Javi Garcia. In attesa del rientro di capitan Kompany si accolla bene gli ordini di leader della difesa.
Javi Garcia 5 – La solita nota stonata e purtroppo inizia anche a stufare. Mai sicuro sul pallone, colpevolissimo sul gol del CSKA Mosca, decisamente l’anello debole oggi contro un Tosic che gli fa vedere le stelle.
Kolarov 6.5 – Anche il serbo si comporta ottimamente in difesa e non disdegna le discese nella metà campo avversaria. Buona prestazione.
Jesus Navas 6 – Stavolta il funambolo spagnolo non incide ma comunque si guadagna la sufficenza aiutando in fase difensiva i compagni.
Silva 7.5 – Ottimo come sempre il Mago, del resto quando in campo c’è lui la delizia per gli occhi è assicurata. Sua la palla per il gol del pareggio, sue molte invenzioni per le occasioni sciupate in avanti. Speriamo non si infortuni più.
Fernandinho 6.5 – Prova convincente del brasiliano che svolge egregamente il suo sporco lavoro in mezzo al campo.
Touré 6.5 – La sua presenza si sente sempre anche se oggi Yaya non fornisce una delle sue migliori prestazioni con la nostra maglia.
Negredo 6.5 – Stranamente spento, il nostro squalo si sveglia a cavallo tra i tempi fornendo un delizioso assist per il raddoppio di Aguero e segnando una rete che però viene giustamente annullata. Il resto è tanta corsa e movimento che tiene in apprensione la difesa del CSKA.
Aguero 9 – Come i suoi gol stagionali. Semplicemente Devastante. Non ci sono altre parole per definire il Kun che è in un periodo di grazia, ogni pallone che tocca diventa oro e lo conferma oggi con una doppietta straordinaria da vero predatore d’area. Forse ci accorgiamo solo adesso di quanto l’anno scorso siano mancati i suoi gol nella rincorsa allo United.
Dzeko 5.5 – Volontà ce ne è, ma il momento è proprio no e non riesce a chiudere la contesa nonostante 2 buone occasioni.
Nasri e Clichy s.v. – Ultimi scampoli di partita senza poter incidere.

Marco Stacchiotti

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